Strumenti finanziari similari alle azioni: problematiche fiscali

In materia di società, il codice civile consente, in alternativa rispetto alla partecipazione diretta al capitale tramite conferimenti (assumendo la qualità di socio), la possibilità di effettuare degli apporti di capitale, ovvero di opere/servizi, o misti, a fronte dei quali possono essere emessi titoli non azionari, il cui trattamento fiscale è in parte assimilato a quello delle partecipazioni.
In questo articolo. proponiamo un’inquadramento delle caratteristiche generali degli strumenti finanziari, puntando il mouse quelli soprattutto detenuti da società, ed esaminiamo gli effetti fiscali della valutazione di tali strumenti detenuti da società “IAS adopter”, come recentemente analizzati dall’Agenzia delle Entrate in sede di interpello.

Strumenti finanziari similari alle azioniStrumenti finanziari partecipativi: norme di riferimento

 

Il codice civile classifica le varie tipologie di strumenti finanziari partecipativi nei seguenti articoli:

 

  • 2346, comma 6 (strumenti forniti di diritti patrimoniali e/o amministrativi);

 

  • 2447-ter, comma 1, lett. e) (strumenti emessi in relazione a patrimoni destinati a uno specifico affare);

 

  • 2411, comma 3 (altri tipi di strumenti, che condizionano la restituzione del capitale all’andamento economico della società).

 

Nel caso di apporti di opere e/o servizi, il regime civilistico delle società per azioni esclude per l’apportante la possibilità di attribuire la qualità di socio (art. 2342, comma 5).

Relativamente alle società a responsabilità limitata, l’esecuzione di tali apporti può invece giustificare l’emissione di quote espressive della partecipazione al capitale (art. 2464 c.c.).

Le relative disposizioni tributarie sono contenute soprattutto nei seguenti articoli del TUIR:

 

  • 44 e 47, quanto alle remunerazioni degli strumenti finanziari per i soggetti non imprenditori;

 

  • 67 e 68, quanto alla tassazione delle plusvalenze originate dalla cessione degli stessi in capo a soggetti non imprenditori;

 

  • 86, per le plusvalenze emergenti in capo a soggetti imprenditori;

 

  • 89, per le remunerazioni degli strumenti che si qualifichino come utili distribuiti in capo alle imprese.

 

Strumenti finanziari partecipativi in capitale o in opere e servizi

 

A norma dell’art. 2346, comma 6, c.c., alla società per azioni è consentita l’emissione di strumenti finanziari partecipativi, ai quali è fatto corrispondere l’apporto di determinate “utilitas” da parte di determinati soggetti.

Lo strumento finanziario offre al soggetto apportante un insieme di diritti.

Si tratta, per l’appunto, di “apporti”, e non di conferimenti, aventi quale contenuto (non esclusivamente) capitale, ma (anche) opere e servizi.

In tal modo, è attribuita rilevanza anche alle opere e/o ai servizi resi dai soggetti apportanti, i quali non possono per tale via divenire soci, stante l’espresso divieto imposto dall’art. 2342, comma 5, c.c.

Gli strumenti finanziari sono assimilati alle azioni se la remunerazione del titolo o dello strumento è totalmente costituita dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente.

I proventi derivanti dai titoli / strumenti finanziari sono quindi considerati utili, e le plus o minusvalenze derivanti dalla loro cessione sono considerate come relative alla cessione di partecipazioni sociali.

 

Diritti attribuiti 

 

Gli strumenti finanziari indicati possono attribuire al sottoscrittore:

 

  • esclusivamente diritti patrimoniali;
  • (o anche) diritti amministrativi.

 

Essi non possono però attribuire il diritto di partecipare al capitale sociale della società emittente.

La mancata attribuzione della qualità di socio deriva dal fatto che tali strumenti non prevedono il conferimento di valori imputati a capitale, pur potendo essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati (escluso in ogni caso il voto nell’assemblea generale), quali la nomina del consiglio di amministrazione o di un sindaco (art. 2351 comma 5 c.c.).

La circolare Assonime 14.7.2004, n. 32, par. 2, ha meglio indicato le categorie di strumenti finanziari previste dal codice, che vengono distinti in:

 

  • strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali e/o amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale (art. 2346 comma 6 c.c.);

 

  • strumenti finanziari che subordinano la remunerazione degli interessi agli obbligazionisti in funzione di parametri oggettivi anche relativi all’andamento economico della società (art. 2411 c.c.);

 

  • strumenti finanziari correlati alla partecipazione a uno specifico affare, con la specifica indicazione dei diritti che essi attribuiscono (art. 2447–terc.).

 

Sotto il profilo dell’investimento, gli…

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