Manovra fiscale 2020: costeranno di più i fringe benefit per auto dipendenti

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 19 novembre 2019

In relazione all’ipotesi di revisione della tassazione del finge benefit auto contenute nelle prime bozze del disegno di legge di bilancio per il 2020, nel senso di elevare la quota da assoggettare a tassazione IRPEF per l’assegnazione degli autoveicoli ad uso promiscuo dei dipendenti e collaboratori, è utile evidenziare che, detto provvedimento, dal punto di vista della finanza pubblica, potrebbe avere riverberi non solo in ordine alla determinazione della base di calcolo dell’IRPEF del dipendente assegnatario del mezzo di locomozione, ma anche sotto il profilo delle imposte indirette, determinando o una limitazione dell’esercizio della detrazione IVA delle spese sostenute dal datore di lavoro per la messa a disposizione degli automezzi stessi o un incremento degli addebiti per l’assegnazione onerosa dei veicoli ai dipendenti per l’utilizzo promiscuo, al fine conservare integro l’esercizio della detrazione IVA.

incremento fringe benefit auto dipendentiIncremento del fringe benefit auto dipendenti: risvolti operativi

 

Incremento del Fringe benefit: come noto, in base all’attuale formulazione dell’art.51, comma 4, lettera a) del DPR 917/86, per determinare il reddito di lavoro dipendente derivante dall’assegnazione per uso promiscuo di taluni mezzi di trasporto “si assume il 30 per cento dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali dell’Automobile club d’Italia”.

Si tratta in pratica dell’individuazione del fringe benefit su base forfettaria che prescinde quindi dalla determinazione degli effettivi costi dell’utilizzo personale del mezzo e dalla reale percorrenza del mezzo medesimo.

Sul piano pratico, ai fini IVA, è stata sinora prassi di taluni datori di lavoro avvalersi di una prassi interpretativa ormai ultra decennale in base alla quale è stato riconosciuto, in capo al datore stesso, l’integrale detrazione dell’imposta, sia per l’acquisto del mezzo di locomozione che per la sua gestione, subordinatamente all’assegnazione a titolo oneroso del veicolo al dipendent