La compilazione della Certificazione Unica in caso di fringe benefit ai dipendenti

IL QUESITO

E’ stato chiesto di conoscere il comportamento da tenere in relazione alla certificazione di taluni fringe benefit riconosciuti ai dipendenti per:

– il rimborso mense scolastiche dei figli

– il rimborso spese per l’acquisto dei libri scolastici dei figli

– il rimborso spese centri estivi/invernali dei figli

In particolare è stato chiesto di conoscere se per dare evidenza di tali aspetti reddituali sia consentito utilizzare le sezioni “SOMME EROGATE PER PREMI DI RISULTATO IN FORZA DI CONTRATTI COLLETTIVI AZIENDALI O TERRITORIALI” o RIMBORSI DI BENI E SERVIZI NON SOGGETTI A TASSAZIONE – ART. 51 TUIR”.

LA RISPOSTA

Al riguardo è bene preliminarmente tenere presente che, in base all’art.51, comma 1, del DPR 917/86, le somme e valori percepite nel periodo di imposta dal dipendente concorrono a formare il reddito dell’interessato. Tuttavia, in base a quanto previsto dal comma 3 del citato art.51, il valore di beni ceduti e dei servizi resi non concorrono a formare il reddito se complessivamente di importo non superiore a 258,23 euro nel periodo di imposta. In caso di splafonamento, tutto l’importo concorre al reddito dell’interessato non essendo il limite richiamato una franchigia, ma una soglia di imponibilità o detassazione del totale del reddito in natura

Ora, in relazione alla compilazione della CU 2018 per i redditi 2017, va in primo luogo segnalato che la sezione “SOMME EROGATE PER PREMI DI RISULTATO IN FORZA DI CONTRATTI COLLETTIVI AZIENDALI O TERRITORIALI” riguarda si i fringe benefit detassati, ma solo quelli percepiti a titolo di premi aziendali risultanti da contratti collettivi aziendali o territoriali.

Inoltre, è vero che “nella CU è prevista una sezione “RIMBORSI DI BENI E SERVIZI NON SOGGETTI A TASSAZIONE – ART. 51 TUIR” da compilare indipendentemente dalla compilazione della sezione “somme erogate per premi di risultato”, ma, come chiariscono le istruzioni alla CU, detta sezione concerne i rimborsi di determinati oneri effettuati dal datore di lavoro in applicazione dell’art. 51, comma 2, lett. f-bis) e f-ter), del TUIR. In pratica si tratta delle spese sostenute:

– per istruzione diversa da quella universitaria;

– per l’istruzione universitaria;

– per addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana;

– per servizi di interpretariato dai soggetti ritenuti sordi;

– per asili nido.

Nel nostro caso, quindi, trattandosi di fringe benefit, come detto, nominati nel comma 1 del citato art.51, è corretto comunicare all’Amministrazione finanziaria l’erogazione degli stessi mediante utilizzo della codifica “AH – Valore delle erogazioni liberali in natura e dei compensi in natura comunque erogati – NOTA – L’esposizione di tale valore è sempre obbligatoria indipendentemente dall’ammontare erogato” di cui nelle annotazioni in appendice alle istruzioni della CU 2018

Resta inteso che se l’importo complessivamente indicato sia superiore ad euro 258,23 l’importo medesimo sarà dal datore di lavoro incluso nella casella 1 o 2 della CU. Diversamente, invece, il fringe benefit sarà indicato per sola memoria non esplicando effetti reddituali.

22 febbraio 2018

Giovanni Mocci

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