Cassazione: l’inutilizzabilità della documentazione non prodotta va avvertita

La documentazione non prodotta dal contribuente in sede amministrativa è inutilizzabile in sede di contenzioso solo se l’Amministrazione ha preventivamente richiesto esplicita esibizione dei documenti ed ha avvertito sulle conseguenze in caso di rifiuto.

documentazione non prodotta cassazioneIn merito all’inutilizzabilità della documentazione non prodotta, con l’ordinanza n. 6792 dell’8 marzo 2019, la Corte di Cassazione ha confermato che, l’omessa esibizione da parte del contribuente dei documenti in sede amministrativa, non determina l’inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa per il mero verificarsi di detta omessa esibizione, ma in presenza del peculiare presupposto, la cui prova incombe sull’Agenzia, costituito dall’invito specifico e puntuale all’esibizione, accompagnato dall’avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza.

 

“Il contribuente pertanto, per essere sanzionato con la perdita della facoltà di produrre i libri e le altre scritture contabili, deve aver tenuto un comportamento volutamente inteso a sottrarsi alla prova e tale da far fondatamente dubitare della genuinità di documenti prodotti solo in seguito, nel corso del giudizio”.

 

Osserva la Corte che

 

“il divieto di utilizzazione in sede contenziosa dei documenti non prodotti in via amministrativa va letto alla luce dei principi di collaborazione e buona fede in senso oggettivo, espressamente enunciati dall’art. 10 della legge n. 212 del 2000 (c.d. statuto dei diritti del contribuente), ai quali devono conformarsi sia i contribuenti che l’amministrazione finanziaria; pertanto non è solo il contribuente che deve collaborare, ma anche l’ufficio è tenuto ad ispirare la propria condotta agli anzidetti canoni della lealtà e della collaborazione”.

 

Inutilizzabililità della documentazione non prodotta solo in presenza di un invito specifico e documentato

 

documentaizone non prodotta dal contribuente in sede amministrativaLa sentenza che si annota, conferma l’indirizzo assunto dalla Corte nel corso di questi ultimi anni: l’inutilizzabilità opera solo in presenza di un invito specifico e documentato.

Resta fermo, infatti, che l’inutilizzabilità della documentazione non prodotta è subordinato al rifiuto a seguito di specifica domanda dei soggetti accertatori riferita a specifica documentazione (cass. sent. n. 22765/2009), non essendo sufficiente una generica richiesta da parte degli accertatori affinché sia ritenuto sussistente il rifiuto del contribuente all’esibizione ed il conseguente divieto di utilizzo del medesimo materiale documentale in sede amministrativa e/o giurisdizionale (cas. Sent.n.18921/2011).

In pratica, occorre prestare particolare attenzione all’atto notificato e alle indicazioni ivi contenute.

Ricordiamo, infatti, che i supremi giudici, sul punto, hanno mantenuto sempre la stessa posizione:

 

Sentenza n. 28271 del 18 dicembre 2013 (ud 4 novembre 2013)

 

La Corte di Cassazione ha confermato che:

i documenti prodotti dal contribuente nel giudizio tributario in cui si controverta sull’IVA, dei quali abbia in precedenza rifiutato l’esibizione all’amministrazione finanziaria, non possono essere presi in considerazione ai fini del decidere, anche in assenza di una eccezione in tal senso dell’amministrazione resistente“.(cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n. 45 del 25/2/2000; id. Sez. 5, Sentenza n. 13511 del 26/5/2008; id. Sez, 5, Sentenza n. 7269 del 26/3/2009; id. Sez, 5, Sentenza n. 21768 del 14/10/2009; id. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 10448 del 6/5/2013).

 

Né, prosegue la sentenza è

necessario verificare la sussistenza di eventuali condizioni (forza maggiore; caso fortuito) non imputabili al contribuente che hanno determinato l’omessa esibizione dei registri contabili (circostanze peraltro neppure allegate dal resistente)”,

né occorre

accertare l’elemento soggettivo della condotta omissiva del contribuente che, secondo un più risalente orientamento della giurisprudenza di questa Corte, implicava oltre la coscienza e la volontà del rifiuto anche il dolo -costituito dalla volontà del contribuente di impedire che, nel corso dell’accesso, possa essere effettuata l’ispezione del documento- rimanendo quindi esclusa la operatività del divieto di utilizzazione in sede contenziosa…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it

Emergenza COVID-19

Gentile Lettore,
Commercialista Telematico ha deciso di mantenere attivi tutti i suoi servizi per informare e supportare tanti professionisti e imprese in questo difficile momento e ugualmente è impegnato nell’attuare le misure di contrasto alla diffusione del coronavirus a protezione dei propri dipendenti e collaboratori. Pertanto, qualora ne avessi necessità, ti invitiamo a utilizzare la comunicazione via e-mail anziché quella telefonica.
Ti risponderemo ai seguenti indirizzi: info@commercialistatelematico.com o ecommerce@commercialistatelematico.com

#IORESTOACASA