Gli oneri per contravvenzioni da reato sono deducibili dal reddito?

Reati contravvenzionali: costi e spese, anche se relativi a beni e servizi direttamente utilizzati per compiere questi reati, seguono le ordinarie regole di deducibilità fiscale.

E’ questo il principio reso noto dai Giudici della Corte di Cassazione.

 

L’indeducibilità delle somme irrogate a titolo di sanzione

 

Secondo quanto previsto dal co. 1, art. 99, D.P.R. 22.12.1986, n. 917,

“Le imposte sui redditi e quelle per le quali è prevista la rivalsa, anche facoltativa, non sono ammesse in deduzione. Le altre imposte sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il pagamento”.

 

deducibilità costi reati contravvenzionaliNon sono deducibili dal reddito:

  • le imposte sul reddito;
  • le imposte per le quali è prevista la rivalsa (ad esempio l’IVA).

 

Le altre imposte, invece, sono deducibili e la deducibilità avviene secondo “il principio di cassa” ossia nel periodo d’imposta in cui è avvenuto il pagamento anche se si tratta di tributi di competenza di altri esercizi.

A differenza delle imposte e delle tasse, per le sanzioni amministrative non è previsto uno specifico riferimento normativo.

 

L’orientamento di Agenzia delle Entrate e Giurisprudenza

 

Costantemente Agenzia delle Entrate, Giurisprudenza di legittimità e parte di quella di merito propendono per la “indeducibilità” giustificando tale orientamento con la natura funzionale delle stesse sanzioni:

“la natura afflittiva delle sanzioni verrebbe svilita qualora fosse riconosciuta la loro deducibilità nella determinazione del reddito d’impresa”.

 

Le argomentazioni poggiano sulla mancanza di “inerenza” dei costi, conseguenti ad un comportamento oggettivamente “sanzionabile” poiché non strettamente correlato all’attività svolta.

 

In particolare, l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 89/E/2001 avente ad oggetto la deducibilità delle sanzioni comminate dall’Autorità antitrust, ha motivato il concetto sopra espresso, sancendone così l’indeducibilità, con la natura afflittiva delle stesse.

Nello specifico, la citata Risoluzione richiama la Circolare A. E. n. 98/E del 17/5/2000. Tesi confermata nella successiva Circolare n. 42/E/2005 secondo cui le sanzioni mancano di qualunque nesso funzionale con l’attività aziendale, rispondendo per definizione ad una finalità repressiva e preventiva del comportamento illecito che esula dalla sfera imprenditoriale.

 

La Giurisprudenza dominante non si discosta dalle medesime conclusioni che confermano, l’interpretazione dell’Amministrazione finanziaria che ritiene, sempre e comunque, indeducibili i costi relativi al pagamento delle sanzioni pecuniarie (Corte di Cassazione, sentenza n. 7071 del 29/5/2000, Corte di Cassazione, 11.4.2011, n. 8135; Corte di Cassazione, 26.10.2012, n. 18368).

 

L’orientamento opposto delle associazione di categoria

Al contrario, Associazioni di categoria (Assonime circ. 24.05. 2000, n. 39), organi interpretativi di professionisti (A.D.C.M. Milano, Norma di comportamento 9.04.1999, n. 138; Fondazione C.D.L. parere n. 1/2010) e minoritaria giurisprudenza di merito (C.T.P. Milano, 28.10.2010, n. 427/3/2010, C.T.P. Milano, 2.03.2011, n. 78/03/11), motivano la deducibilità delle sanzioni amministrative stante l’assenza, nel vigente dettato normativo, di una norma specifica che ne dichiari il contrario, in funzione del principio di inerenza.

 

Ipotesi in cui le sanzioni possono ritenersi deducibili

 

Deducibilità delle penalità contrattuali

Come noto, in sede di contrattuali, le parti contraenti possono stabilire delle “clausole penali” al fine di regolamentare eventuali violazione degli obblighi pattuiti.

Nello specifico, la clausola penale viene definita dall’articolo 1382, co.1, del cod. civ. una pattuizione “[…] con cui le parti convengono preventivamente che, in caso di inadempimento, o di ritardo nell’adempimento uno dei contraenti è tenuto ad una determinata prestazione […]” consistente, in genere, nel pagamento di una somma di denaro.

La natura di rafforzare il vincolo contrattuale e di liquidare preventivamente la prestazione risarcitoria di tali somme è stata riconosciuta dello stesso Ministero delle Finanze Con R.M. 27/4/91 n. 9/174, che ammette, pertanto la deducibilità delle…

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