Compensazione credito senza visto: è attendibile la società e non il socio

Il regime premiale della società con esonero dal visto di conformità non è trasferibile ai soci; è quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate a seguito di una istanza di un contribuente, socio di una società artigiana, il cui punteggio Isa in capo alla partecipata superava il voto 8 e chiedeva se anch’egli poteva beneficiare dell’esonero dal visto di conformità in virtù dell’affidabilità guadagnata dall’impresa.

 

Compensazione credito senza visto attendibile società

Compensazione credito senza visto di conformità: la risposta dell’Agenzia Entrate

 

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’istanza di interpello n. 411, dell’11 ottobre 2019, ha precisato che il regime premiale dell’esonero del visto di conformità, per l’ipotesi di compensazione del credito, previsto dalla disciplina normativa sugli ISA, non è trasferibile ai soci.

 

Nel quesito posto all’Agenzia delle Entrate un contribuente fa presente di essere socio di una società artigiana che:

 

  • per il periodo d’imposta 2018, ha conseguito un punteggio pari a 8,56 a seguito dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale – ISA – di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96;

 

  • beneficia, tra l’altro, dell’esonero dall’apposizione del visto di conformità “per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000 euro annuire relativamente all’imposta sul valore aggiunto e per un importo non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all’imposta regionale sulle attività produttive” (citato articolo 9-bis, comma 11, lett. a), del decreto-legge n. 50 del 2017).

 

Poiché la suddetta società gli trasferisce un credito da indicare nel quadro RH del proprio modello REDDITI PF 2019, il contribuente chiede di conoscere se sia tenuto ad apporre su quest’ultimo il visto di conformità qualora intenda compensare l’eccedenza.

 

Il visto di conformità: cenni

 

I soggetti che possono rilasciare il visto di conformità sono individuati dall’art. 35, D.Lgs. n. 241/97, e sono:

  • i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili;

  • i Consulenti del Lavoro;

  • i periti, esperti tributari iscritti alla data del 30.09.93 nei relativi ruoli tenuti presso la CCIAA in possesso della laurea in giurisprudenza o economia, o equipollenti, ovvero del diploma di ragioneria;

  • i responsabili dell’assistenza fiscale di un CAF imprese.

 

Per le società di capitali che sono soggette al controllo contabile (art. 2409-bis c.c.) il visto di conformità può essere facoltativamente sostituito dalla sottoscrizione della dichiarazione dal professionista preposto al controllo contabile (che attesti l’esecuzione dei controlli previsti ex art. 2, comma 2, D.M. n. 164/99).

Il professionista che intende rilasciare il visto di conformità deve sottoscrivere una polizza assicurativa al fine di garantire il completo risarcimento dell’eventuale danno arrecato al contribuente, anche di minima entità.

 

Il visto di conformità: le previsioni del Decreto Semplificazioni

 

A decorrere dal 13.12.2014, l’art. 6, comma 2, lett. a) e b), D.Lgs. n. 175/2014, Decreto “Semplificazioni”, ha previsto l’aumento del massimale a 3 milioni di euro (in luogo del previgente limite di € 1.032.913,80).

 

A tal fine:

 

  • il professionista che intende rilasciare il visto di conformità deve sottoscrivere una polizza assicurativa al fine di garantire il completo risarcimento dell’eventuale danno arrecato al contribuente, anche di minima entità;

 

  • il massimale della polizza, come previsto dall’art. 6, DM n. 164/99, deve essere adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità, delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati e non deve essere inferiore a 3.000.000,00;

 

  • la copertura assicurativa non deve contenere franchigie o scoperti, salvo il caso in cui la società assicuratrice si impegni espressamente a risarcire il terzo danneggiato, riservandosi la facoltà di rivalersi successivamente sull’assicurato per l’importo rientrante in franchigia;

 

  • la polizza assicurativa deve prevedere, per gli errori commessi nel periodo di validità della stessa, il totale risarcimento del danno denunciato nei 5 anni successivi alla scadenza del contratto, indipendentemente dalla causa che ha…
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