Le regole di compilazione degli Isa in caso di multiattività

Analizziamo un caso pratico di particolare e complessa gestione dei nuovi ISA: quello delle aziende che operano in multiattività

La circolare n. 17/E/2019 – emanata il 2/8/2019 – dell’Agenzia delle Entrate, ha approfondito una delle cause di esclusione dalla disciplina dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale, ovvero il caso della multiattività.

Stiamo parlando di quella particolare categoria di contribuenti che esercitano due o più attività, non facenti parte dello stesso codice Isa, e dove i ricavi delle attività non rientranti in quella prevalente, superano il 30% dei ricavi complessivi.

ISA indici sintetici affidabilità fiscale 2019La circolare è intervenuta in quanto sussiste ugualmente un obbligo di compilazione del modello Isa, al fine di consentire alla Sose di acquisire le informazioni necessarie per consentire un domani (forse) anche a questi contribuenti la possibilità di compilare i modello Isa.

Il legislatore ha anche precisato che gli Isa non possono essere usati dall’Amministrazione finanziaria come strumento di supporto alle attività di accertamento, dove la situazione “non normale” del contribuente è influenzata da due attività che presentano caratteristiche diverse.

Esistono tuttavia delle differenza tra gli Isa e i vecchi studi di settore, in quanto quest’ultimi rappresentavano un vero e proprio strumento di accertamento.

I nuovi Isa invece, si presentano come un nuovo strumento di compliance, finalizzato alla spontanea emersione di basi imponibili per poi assolvere i relativi oneri tributari, dove la collaborazione tra contribuente e pubblica amministrazione ne esce rafforzata.

Il caso della multiattività

Con particolare riferimento ai contribuenti multiattività, vediamo come il superamento o meno della soglia del 30 per cento vista prima, determini effetti diversi a seconda di dover applicare gli studi di settore piuttosto che gli Isa.
In caso di mancato superamento della soglia, infatti, lo studio di settore è utile per procedere all’accertamento del contribuente, mentre la compilazione del modello Isa è solamente ausiliario all’accertamento e solo per porre l’attenzione sulle attività da controllare in futuro.

Se invece la soglia dei 30% dei ricavi viene superata, lo studio di settore rappresenta un ausilio all’attività di accertamento, per selezionare le attività da sottoporre a controllo. Con riferimento agli Isa invece, il superamento della soglia ha solo una valenza informativa, in un’ottica di futura compliance.

Vediamo infine in che modo si determina il superamento della soglia per valutare l’eventuale compilazione del modello Isa.

Come per i precedenti studi di settore, è utile fare riferimento alle previsioni contenute nel Decreto MEF 11.02.2008 e nella successiva circolare 31/E/2008.

È bene precisare che il fatto di esercitare due attività non va confusa con la facoltà espressa dall’articolo 36 del D.P.R. 633/1972 di separare le attività ai fini Iva, in quanto è rilevante che il contribuente abbia, in merito all’attività esercitata, il relativo codice Ateco.

Si deve poi considerare che l’applicazione degli Isa è riservata all’attività prevalente, ossia “quella da cui deriva nel periodo d’imposta la maggiore entità dei ricavi” e individuata secondo i criteri evidenziati nella circolare 31/E/2008.

Come prima cosa, i contribuenti che esercitano più attività d’impresa devono valutare in via anticipata se, all’interno dello stesso codice Isa, sono ricomprese le relative attività.

In questo caso, per poter determinare il reddito complessivo dell’attività prevalente, vanno sommati i ricavi delle diverse attività le quali, seppur contrassegnate da codici d’attività diversi, rientrano nel medesimo campo di applicazione Isa.

9 Settembre 2019

Gianfranco Costa e Alberto De Stefani

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