Rendita vitalizia: occhio alle prove documentali per contributi omessi

L’INPS interviene con un importante documento di prassi concernente la possibilità di versare un onere a copertura di periodi di lavoro effettuati, per i quali il datore di lavoro abbia omesso in tutto o in parte il versamento dei contributi spettanti, purché siano decorsi i termini di prescrizione.
Per accedere a tale rendita vitalizia e provare di conseguenza l’esistenza del rapporto medesimo, non basta fornire delle prove documentali, ma le medesime dovranno insindacabilmente dimostrare l’esistenza del rapporto di lavoro e del mancato onere contributivo

Rendita vitalizia: occhio alle prove documentali per contributi omessiL’Istituto Previdenziale interviene con un importante documento di prassi concernente la possibilità – contemplata dalla L. n. 1338/1962 – di versare un onere a copertura di periodi di lavoro effettuati, per i quali il datore di lavoro abbia omesso in tutto o in parte il versamento dei contributi spettanti, purché siano decorsi i termini di prescrizione.

Per accedere a tale rendita vitalizia e provare di conseguenza l’esistenza del rapporto medesimo, non basta fornire delle prove documentali, ma le medesime dovranno insindacabilmente dimostrare l’esistenza del rapporto di lavoro e del mancato onere contributivo.

Contributi omessi: possibile versare per anticipare la pensione

L’articolo 13 della L. n. 1338/1962 permette di versare un onere a copertura dei periodi di lavoro, previa esibizione di prove ed evidenze, quando la contribuzione di tali periodi sia stata omessa e non sia più recuperabile per il decorso dei termini di prescrizione.

L’argomento risulta di sempre maggiore importanza considerato l’allontanamento generale del momento della pensione per tutti gli assicurati, soprattutto considerata l’alta percentuale di soggetti che nel corso della loro vita lavorativa si sono trovati ad effettuare lavoro in maniera irregolare, ovvero che non abbiano visto pagati i contributi spettanti.

Come detto, la possibilità di far valere i contributi omessi è possibile solamente qualora sia già superato il termine di prescrizione, e solamente in specifiche condizioni, che l’Inps segnala con la recente Circolare n. 78 del 29 maggio 2019, la quale elenca in maniera estremamente puntuale e rigorosa le casistiche per le quali è possibile accedere alla costituzione di rendita vitalizia, ma soprattutto in quali circostanze l’Istituto Previdenziale prende in considerazione la domanda avanzata dal soggetto richiedente, la quale, lo si anticipa, deve essere supportata da specifiche e puntuali prove documentali dell’esistenza e non solo della presunzione del rapporto di lavoro oggetto di esame.

Le caratteristiche della rendita vitalizia

Come già anticipato, il tema è estremamente delicato, soprattutto in ordine alla necessità che il soggetto interessato a far valere tali contributi omessi, sia in grado anche di provare l’effettiva prestazione di lavoro nei confronti del soggetto che ha omesso il versamento della contribuzione.

L’esame delle domande di costituzione di rendita vitalizia si caratterizza a monte per una specifica complessità riguardante tre specifici fattori:

    • l’esercizio di una prudente attività valutativa della documentazione presentata a supporto dell’istanza, nel quadro di un regime probatorio rigoroso;
    • lo svolgimento di attività di riscontro circa i fatti risalenti;
    • la coesistenza di interessi rilevanti generalmente vantati dai diversi interlocutori, ossia quello del lavoratore al riconoscimento della rendita vitalizia, e quello del datore di lavoro a non essere esposto agli effetti pregiudizievoli del riconoscimento di un inesistente rapporto di lavoro.

In conseguenza di tali fattori, l’INPS riconosce la rendita vitalizia solamente nel caso in cui l’esistenza del rapporto di lavoro, oltre che la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge, sia effettiva e certa.

Affinché sia possibile accedere alla richiesta di ricongiunzione delle omissioni contributive, si prevede che:

    • sia possibile attestare l’inadempimento dell’obbligo contributivo e assicurativo per l’invalidità, la vecchiaia e superstiti;
    • la contribuzione omessa non sia suscettibile di recupero da parte dell’INPS per maturata prescrizione.

Chi può fare richiesta

L’istituto in questione è ammesso per una specifica serie di fattispecie, quali:

    • familiari coadiuvanti e coadiutori dei titolari di imprese artigiane e commerciali (cfr. le circolari n. 31/2002 e n. 65/2008);
    • collaboratori del nucleo diretto coltivatore diversi dal…
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