La moratoria delle sanzioni e le semplificazioni del Decreto crescita

Il decreto crescita dovrà essere convertito in legge entro la fine del mese di giugno: in questo articolo facciamo il punto sui principali provvedimenti ad alto impatto fiscale che dovrebbero essere introdotti in sede di conversione. Puntiamo il mouse in particolare sula moratoria delle sanzioni per i corrispettivi telematici e sulle nuove tempistiche di presentazione delle dichiarazioni.

La moratoria delle sanzioni e le semplificazioni del Decreto crescitaIl decreto crescita dovrà essere convertito in legge entro la fine del mese di giugno e dovrebbero salire sul “treno” alcune importanti novità, tra le quali la moratoria della memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Un apposito emendamento in tal senso è stato presentato nel corso dell’esame del testo dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

La moratoria dovrebbe interessare un periodo limitato di un mese: non dovrebbero essere irrogate sanzioni qualora i contribuenti trasmettano all’Agenzia delle entrate i corrispettivi con un mese di ritardo ma entro il termine per la liquidazione periodica dell’IVA.

Il parallelo con la moratoria della fattura elettronica

Si tratta, in buona sostanza di una seconda edizione della moratoria delle sanzioni già prevista allorquando è stato introdotto l’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico. Come previsto per le fatture, la disapplicazione riguarderà esclusivamente la “trasmissione tardiva” dei corrispettivi senza che la stessa possa influenzare la corretta liquidazione dell’Iva. Il tributo continuerà ad essere dovuto secondo il principio dell’esigibilità.

Sotto questo profilo non saranno ammessi ritardi nei versamenti.

Le altre semplificazioni

La conversione in arrivo del decreto crescita ha “imbarcato” anche i contenuti del c.d. decreto sulle semplificazioni. E’ stato già approvato un emendamento che farà slittare in avanti, già da quest’anno, i termini previsti per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e Irap.

La trasmissione telematica dei modelli dovrà essere effettuata non più entro il 30 settembre di ogni anno, ma entro il 30 novembre. Con riferimento al prossimo adempimento il termine slitterà in avanti ancora di due giorni, quindi al 2 dicembre, in quanto il 30 novembre cade di domenica.

Il decreto potrebbe contenere nuove scadenze di versamento per il solo anno 2019 a seguito dell’introduzione degli ISA: da dichiarazioni alla stampa si è appreso che la scadenza per il versamento delle imposte da parte dei contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità dovrebbe slittare al 30 settembre; non è ancora chiaro se la proroga sarà concessa anche ai contribuenti forfettari e minimi.

Dati già a conoscenza dell’Agenzia

Un’ulteriore semplificazione prevede che l’Agenzia delle entrate, in caso di controlli formali delle dichiarazioni, non potrà più chiedere informazioni e documenti se già presenti nell’Archivio dell’Anagrafe tributaria. E’ stata di fatto replicata una disposizione già prevista dal c.d. Statuto del contribuente” (L. n. 212/2000).

Resta da vedere, però, se la novità sarà concretamente osservata. Indubbiamente, l’archivio a disposizione del Fisco, contiene un quantitativo di dati ben superiore rispetto al passato. Si potrà ad esempio “attingere” a tutti i dati risultanti dalle fatture elettroniche trasmesse da imprese e professionisti al Sistema di Interscambio.

Impegno alla trasmissione da parte degli intermediari

Ulteriori novità riguardano il rilascio, a cura degli intermediari abilitati, dell’impegno alla trasmissione dei dati contenuti nelle dichiarazioni e comunicazioni fiscali. In base alle disposizioni attualmente in vigore l’impegno deve essere rilasciato per le singole dichiarazioni e comunicazioni. Il decreto crescita prevede, invece, la possibilità di rilasciare un impegno cumulativo per tutte le dichiarazioni fiscali.

L’impegno cumulativo può essere contenuto anche nell’incarico professionale sottoscritto dal contribuente. Ciò a condizione che nel mandato siano indicate le tipologie di dichiarazioni e comunicazioni i cui dati dovranno essere trasmessi al Fisco. La validità dell’impegno coincide con la durata del mandato professionale e comunque fino al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è stato rilasciato.

Resta salva la possibilità del contribuente di revocare…

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