Ancora aperta la questione sulla valenza della notifica del ricorso con posta privata

Occorrerà l’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite per stabilire se debba essere considerata inesistente la notificazione dell’atto introduttivo di un giudizio tributario avvenuta con l’ausilio di un servizio di posta gestito da un licenziatario privato anziché da Poste Italiane SpA. Analisi della recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione.

Contenzioso tributario e processo tributarioOccorrerà l’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite per stabilire se debba essere considerata inesistente (o meno) la notificazione dell’atto introduttivo di un giudizio tributario avvenuta con l’ausilio di un servizio di posta gestito da un licenziatario privato anziché da Poste Italiane SpA.

Lo ha stabilito una ordinanza interlocutoria (n. 10276 del 12.4.2019) della V^ sezione civile della Corte di Cassazione.

Il collegio ha rammentato come sia controverso in diritto se la notifica così eseguita debba ritenersi inesistente o affetta da nullità insanabile, ed, in conseguenza della natura attribuibile, venga a determinarsi (o meno) la decadenza della parte dall’azione, non essendo provata la data di consegna dell’atto nonostante la regolare costituzione di controparte, incentrata su difesa unicamente nel merito.

E’ in discussione, in buona sostanza, se si versi o meno in fattispecie riconducibile alla carenza assoluta di potestas iudicandi, sulla quale non può formarsi giudicato implicito, che è rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del processo ed a cui non può applicarsi il principio della sanatoria per raggiungimento dello scopo dettato dall’ art. 156 c.p.c., comma 3, anche laddove la parte convenuta in giudizio si sia costituita assumendo un comportamento incompatibile con la volontà di farla valere (cfr., per tutte, Cass. SS.UU. n. 26019 del 30/10/2008).

Indirizzo prevalente

Non si tratta, in vero, di una questione nuova: l’indirizzo pressochè uniforme del giudice di legittimità ha ritenuto inesistente la notifica degli atti processuali eseguita a mezzo posta privata, nonostante la progressiva liberalizzazione del servizio postale, imposta dalle Dir. 15 dicembre 1997, n. 97/67/CE “Regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio“, successivamente modificate dalle Dir. 10 giugno 2002, n. 2002/39/CE e 20 febbraio 2008 n. 2008/6/CE, e recepite dall’ordinamento nazionale col D.Lgs. n. 261 del 1999, modificato dal D.Lgs. n. 384 del 2003 e, soprattutto, dal D.Lgs. n. 58 del 2011, che ha portato a compimento la completa apertura al mercato del settore.

Le ragioni di tale conclusione, ed il favore per le notifiche di atti giudiziari tramite il servizio universale (Poste Italiane S.p.A.) hanno fatto leva sulla circostanza che la consegna e la spedizione in raccomandazione, che non siano state affidate al fornitore del servizio universale, non sono assistite dalla funzione probatoria che il D.Lgs. n. 261 del 1999 ricollega alla nozione di invii raccomandati” (Cass. sez. 6-5, 19/12/ 2014, n. 27021; Cass. n. 22375 del 2006, Cass. n. 20440 del 2006).

Si è affermato, al riguardo, che ” l’incaricato di un servizio di posta privata non riveste, a differenza dell’agente del fornitore servizio postale universale, la qualità di pubblico ufficiale, onde gli atti dal medesimo redatti non godono di alcuna presunzione di veridicità fino a querela di falso. Ne consegue che, pur nei casi in cui la legge consente la notificazione direttamente a mezzo del servizio postale con spedizione dell’atto in plico con raccomandata con avviso di ricevimento, l’attestazione della data di consegna del plico non è idonea a far decorrere il termine iniziale per proporre impugnazione” (Cass. n. 2035 del 2014; Cass. n. 9111 del 2011). Si è, ancora, ritenuto: “inammissibile l’atto di appello notificato mediante servizio di posta privata, trattandosi di una notificazione inesistente, insuscettibile di sanatoria e non assistita dalla funzione probatoria che il D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 1, lett i) ricollega alla nozione di invii raccomandati” (Cass. n. 27021 del 2014).

Il parere

In pratica, il giudice di legittimità si è reso estraneo al fatto della totale liberalizzazione del servizio, introdotta con la L. n. 124 del 2017, ribadendo l’inesistenza della notifica a mezzo posta privata del ricorso di primo grado “fino a quando non…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it