Ticket NASpI: quanto costa licenziare nel 2019

Ticket NASpI: quanto costa licenziare nel 2019È da poco in vigore il nuovo importo fissato per il Ticket NASpI, ossia il contributo che i datori di lavoro devono pagare in caso di licenziamento del lavoratore. Dall’anno 2019 sono entrati a regime i nuovi importi, i quali sono aumentati rispetto all’anno precedente. Vediamoli nel dettaglio.

Ticket NASpI

Il ticket NASpI è stato introdotto dall’articolo 2, comma 31, della Legge n. 92/2012, nella versione modificata dall’articolo 1, comma 250, della Legge n. 228/2012, prevedendo – a carico del datore di lavoro un contributo per ogni interruzione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo,danno diritto alla NASpI, per un valore pari al 41% (che raddoppia all’82% in caso di licenziamenti collettivi) del trattamento mensile iniziale di NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

Gli importi maggiorati entrano definitivamente a regime a partire dallo scorso 18 marzo, in quanto entro tale data (il 16 marzo cadeva infatti di sabato) doveva essere versato il ticket NASpI per i licenziamenti effettuati nel mese di gennaio 2019: tali importi fanno infatti riferimento ai licenziamenti avvenuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.

Le caratteristiche

Tale contributo è dovuto nel caso di licenziamento da parte del datore, per le causali di licenziamento quali:

  • giustificato motivo oggettivo (GMO);
  • giustificato motivo soggettivo;
  • e finanche nel caso di licenziamento per giusta causa.

È inoltre dovuto in caso di licenziamenti collettivi (sia in presenza che in assenza di accordi sindacali), di licenziamenti durante il periodo di prova o per il superamento del periodo di comporto, oltre che per il lavoro intermittenti e l’apprendistato. Il Ticket è altresì dovuto in caso di dimissioni per giusta causa, e quando le dimissioni – pur se volontarie – sono rese durante il periodo tutelato di maternità.

Esso non è dovuto quando la cessazione del rapporto di lavoro avviene per dimissioni volontarie, così come nel caso di interruzioni di rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere (ex art. 2, comma 34, L. n. 92/2012).

Gli importi per l’anno 2019

Come specificato anche dalla Circolare INPS n. 5 dello scorso 25 gennaio 2019,la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo delle indennità di disoccupazione NASpI è pari, secondo i criteri già indicati nella circolare n. 94 del 12/05/2015, a € 1.221,44 per il 2019, rispetto al valore fissato per l’anno precedente in € 1208,15.

Considerato che il ticket NASpI, come espressamente specificato dalla normativa, è pari al 41% del trattamento mensile iniziale di NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, facendo un paio di calcoli è possibile affermare che esso sarà pari – per l’anno 2019 – a:

  • € 500,79 per ciascun anno di lavoro (il 41% di € 1.221,44);
  • € 1.502,37 come contributo massimo da corrispondere, con riferimento ai rapporti di lavoro con anzianità pari o superiore a 36 mesi.

Nei casi di licenziamenti collettivi gli importi saranno invece rapportati all’82% del trattamento mensile iniziale di NASpI, con la conseguenza che i nuovi importi saranno di:

  • € 1.001,58 per ciascun anno di lavoro (l’82% di € 1.221,44);
  • € 3.004,74 come contributo massimo da corrispondere, con riferimento ai rapporti di lavoro con anzianità pari o superiore a 36 mesi.

Considerato che in caso di licenziamenti collettivi per eccedenza di personale per i quali non è stato trovato l’accordo, il contributo si moltiplica per tre volte (vedasi comma 137, articolo 1, della Legge n. 205/2017), esso sarà pari a:

  • € 3.004,74 per ciascun anno di lavoro, pari a: ticket da pagare in caso di accordo x 3;
  • € 9.014,22, come contributo massimo da corrispondere, con riferimento ai rapporti di lavoro con…
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