Il regime forfettario e la mancanza dell'obbligo di operare la ritenuta d'acconto

Il passaggio da un sistema di tassazione ordinario al regime forfettario può determinare alcune difficoltà operative durante la predetta fase transitoria. Gli operatori dovranno prestare particolare attenzione ad applicare correttamente le disposizioni riferibili al regime di determinazione del reddito e dell’Iva in essere. In alcuni casi è possibile che i contribuenti siano tratti in inganno da precedenti comunicazioni o indicazioni risultanti dalle relative fatture emesse durante il periodo di applicazione del precedente regime. Cerchiamo di chiarire le modalità in cui può, in tali casi, operare la ritenuta d’acconto

Il regime forfettario e la mancanza dell'obbligo di operare la ritenuta d'accontoIl passaggio da un sistema di tassazione ordinario al regime forfettario di cui alla legge n. 190 del 2014 può determinare alcune difficoltà operative durante la predetta fase transitoria. Gli operatori dovranno prestare particolare attenzione ad applicare correttamente le disposizioni riferibili al regime di determinazione del reddito e dell’Iva in essere. In alcuni casi è possibile che i contribuenti siano tratti in inganno da precedenti comunicazioni o indicazioni risultanti dalle relative fatture emesse durante il periodo di applicazione del precedente regime.

Le ritenute d’acconto

L’articolo 1, comma 67 della citata legge n. 190 del 2014 prevede che “I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime forfettario non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. A tal fine, i contribuenti rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva”.

In linea di principio la dichiarazione può essere sostituita da un’apposita indicazione in calce alla fattura, ma questa modalità di comunicazione può determinare, con un buon grado di probabilità, alcuni errori.

Il passaggio dal regime ordinario a quello forfettario

Se il contribuente avrà chiuso l’ultimo periodo di imposta, durante il quale ha applicato il regime ordinario, sarà necessario verificare il momento dell’incasso dei compensi. Se la percezione del compenso è avvenuta durante il periodo di imposta “ordinario” il cliente, se in possesso della qualifica di sostituto di imposta, avrebbe dovuto operare la ritenuta d’acconto.

Il problema si pone soprattutto per le fatture non incassate nell’ultimo periodo di imposta, qualora il pagamento avvenga nell’anno successivo durante il periodo di applicazione del regime forfettario. Il cliente che effettua il pagamento sarà in possesso delle fatture senza che i documenti, emessi durante il periodo precedente a quello di entrata nel forfait, riportino alcuna indicazione relativamente alla ritenuta. Al contrario, i documenti precedentemente emessi riporteranno in buona evidenza la ritenuta da operare e l’importo netto da pagare.

Il cliente non può sapere che nel frattempo il contribuente è entrato nel forfait e che quindi i compensi non devono essere assoggettati a ritenuta d’acconto.

Il regime forfettario e la mancanza dell'obbligo di operare la ritenuta d'accontoIn tale ipotesi, se il contribuente intende evitare l’applicazione della ritenuta d’acconto, come previsto dal citto comma 67, deve effettuare apposita comunicazione al proprio cliente evidenziando l’ingresso nel regime forfettario e quindi l’inapplicabilità della relativa ritenuta d’acconto. Diversamente il cliente opererà la relativa ritenuta d’acconto ed il contribuente forfettario avrà comunque la possibilità di scomputare la trattenuta subita in sede di dichiarazione dei redditi.

Il passaggio dal regime forfettario a quello ordinario

Si potrebbe anche verificare il caso inverso. Il contribuente potrebbe aver emesso la fattura durante il periodo di applicazione del regime forfettario. In tale ipotesi la fattura potrebbe riportare l’indicazione dell’inapplicabilità della ritenuta.

Il regime forfettario e la mancanza dell'obbligo di operare la ritenuta d'accontoIl compenso potrebbe però essere corrisposto nel periodo di imposta successivo allorquando il contribuente sarà entrato nel regime ordinario. In tale ipotesi sarà necessario comunicare al cliente la variazione del regime. Il cliente potrebbe essere tratto in inganno dalla indicazione riportata nella fattura a proposito dell’inapplicabilità della ritenuta. Invece l’ex forfettario deve comunicare al cliente che il pagamento è effettuato durante un periodo di imposta in cui il regime applicato è quello ordinario. Pertanto, indipendentemente dall’indicazione riportata sulla fattura, il cliente che effettua il pagamento e riceve la predetta comunicazione sarà tenuto ad operare la relativa…

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