Regime contabile dei premi e del welfare aziendale

Regime contabile dei premi e del welfare aziendaleI principi contabili IOC 12 e IOC n. 29 dettano le regole di contabilizzazione dei costi, e degli eventuali scostamenti, derivanti dal welfare aziendale.

I premi riservati ai lavoratori possono essere contabilizzati, a scelta del redattore del bilancio, o tra i costi del personale dipendente nelle specifiche voci del conto economico, ovvero rilevati nella voce accesa ai fondi previo rituale accantonamento.

NORMATIVA di RIFERIMENTO

Come noto, la legge di Bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, commi 160-162) la Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 28 e 161)  hanno inciso profondamente sulla disciplina di favore sulle retribuzioni premiali (premi di risultato e somme derivanti dalla partecipazione agli utili) e sul welfare aziendale.

Tale normativa, introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, commi 182-189), prevede l’applicazione, in via strutturale, di un regime fiscale di favore sulle somme corrisposte ai lavoratori dipendenti a titolo di premi di risultato, collegati ad incrementi di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione previsti dalla contrattazione collettiva di secondo livello (aziendale o territoriale), ovvero sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

La circolare n. 5/E del 29/03/2018, diramata dall’Agenzia delle Entrate d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  ha fornito chiarimenti in relazione alle modifiche apportate dal Legislatore.

I CONTENUTI della DIRETTIVA di PRASSI

In estrema sintesi ([1]) la disciplina, introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, commi 182-189), prevede l’applicazione, in via strutturale, di un regime fiscale di favore sulle somme corrisposte ai lavoratori dipendenti, con redditi complessivi non superiori ad € 80.000,00,  a titolo di premi di risultato, collegati ad incrementi di obiettivi di:

– produttività,

– redditività,

– qualità, efficienza ed

– innovazione previsti dalla contrattazione collettiva di secondo livello (aziendale o territoriale), ovvero sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. 

L’agevolazione fiscale consiste nell’applicazione sulle predette somme di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e locali nella misura del 10% (c.d. detassazione). Si riconosce al dipendente, altresì, la facoltà di convertire i premi di risultato assoggettabili a tassazione sostituiva, in beni e servizi messi a disposizione dall’impresa (c.d. piani di welfare aziendale), che non concorrono, parzialmente o totalmente, alla formazione del reddito di lavoro dipendente imponibile, sia ai fini fiscali che contributivi, ai sensi dell’art. 51, commi 2 e 3 del TUIR.

L’importo del premio di risultato assoggettabile a tassazione sostitutiva è stato, dal 1° gennaio 2017 incrementato, da 2.000 a 3.000 euro. Tale incremento rileva anche con riguardo alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili.  L’importo massimo di 3.000 euro va assunto al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie sia per la quota a carico dell’azienda, sia per quella a carico del lavoratore.  Eventuali importi eccedenti tale limite sono assoggettati, per l’eccedenza, a tassazione ordinaria.

Il benefit si considera percepito dal dipendente, ed assume quindi rilevanza reddituale, nel momento in cui tale utilità rientra nella disponibilità del lavoratore, a prescindere che il servizio sia fruito in un momento successivo.

Con gli interventi operati con la Legge di Bilancio 2017 e, soprattutto, con la Legge di Bilancio 2018, è stato ampliato l’ambito applicativo del regime di favore con riguardo sia alla platea dei soggetti potenzialmente fruitori della detassazione, sia al paniere dei beni e dei servizi di welfare aziendale che non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore dipendente. 

Sono…

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