Gestione separata INPS: le aliquote per l’anno 2019

gestione separata inpsL’INPS ha emanato la circolare annua con la quale comunica le aliquote, il valore minimale e il valore massimale del reddito erogato per il calcolo dei contributi dovuti, relativamente al 2019, da tutti i soggetti iscritti alla Gestione separata

L’INPS con la circolare n. 19, del 6 febbraio 2019, in riferimento alla Gestione Separata, ha fornito le aliquote contributive, le aliquote di computo e i minimali e massimali applicabili per l’anno 2019, per gli iscritti a tale forma previdenziale di contribuzione.

Con il presente commento vediamo, quindi, di tracciare un quadro completo dei contributi dovuti per il 2019 per i soggetti iscritti ai sensi dell’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla Gestione Separata presso l’INPS.

La gestione separata: cenni

La Gestione Separata è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati e nasce con la L. 335/95 (art. 2, c. 26) di riforma del sistema pensionistico, anche nota come riforma Dini.

Scopo della riforma pensionistica era, fra gli altri, quello di assicurare la tutela previdenziale a categorie di lavoratori fino ad allora escluse e ciò è avvenuto essenzialmente in tre modi (art. 2, c. 25):

  • disponendo la costituzione di nuovi fondi previdenziali, cosa che poi è avvenuta col D.Lgs attuativo n. 103, del 10/02/96;
  • aggregando alcune categorie di professionisti a casse professionali già esistenti;
  • disponendo l’iscrizione alla Gestione Separata di cui all’art. 2, c. 26:
    • di tutte le categorie residuali di liberi professionisti, per i quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale; nella fattispecie devono quindi essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale, nel caso in cui, ai sensi del suo regolamento, l’attività non sia iscrivibile: può essere il caso, ad es., di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente;
    • della quasi totalità delle forme di collaborazione coordinata e continuativa, che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica, né giuridica, né previdenziale;
    • della categoria dei venditori a domicilio, ex art. 36, L. 426/71.

Con successive disposizioni di legge sono stati assicurati alla Gestione anche:

  • gli spedizionieri doganali non dipendenti;
  • gli assegni di ricerca;
  • i beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
  • gli amministratori locali;
  • i beneficiari di borse di studio a sostegno della mobilità internazionale degli studenti (solo da maggio a dicembre 2003) e degli assegni per attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero;
  • i lavoratori autonomi occasionali;
  • gli associati in partecipazione;
  • i medici con contratto di formazione specialistica;
  • i Volontari del Servizio Civile Nazionale (avviati dal 2006 al 2008);
  • i prestatori di lavoro occasionale accessorio.

L’iscrivibilità dei suddetti soggetti è in linea di principio strettamente connessa con la qualificazione fiscale dei redditi che essi percepiscono.

Sul piano procedurale e amministrativo tutti i nuovi soggetti ed i venditori porta a porta, sono stati assimilati ai collaboratori coordinati e continuativi: identiche sono quindi, con poche eccezioni, le modalità di iscrizione, ripartizione del contributo, versamento e denuncia.

Identiche sono, inoltre, le regole di applicazione delle aliquote e del massimale, le modalità di accredito contributivo e le prestazioni, pensionistiche e non, cui hanno diritto secondo le regole generali vigenti nella Gestione Separata e comuni, quindi, anche ai liberi professionisti.

gestione separata inpsLe prestazioni occasionali di cui all’articolo 2222 del C.C.

Vale la pena di citare tra i soggetti obbligati ad iscriversi alla gestione separata anche i lavoratori occasionali autonomi; con la circolare n.103, del 6 luglio 2003, diffusa dall’Inps in materia di “Legge 24…

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