Contribuenti forfettari che producono una parte del reddito all'estero: rischio di doppia tassazione

Contribuenti forfettari che producono una parte del reddito all'estero: rischio di doppia tassazioneI contribuenti che applicano il regime forfettario di cui alla legge n. 190 del 2014 possono anche produrre una parte del reddito di lavoro autonomo o di impresa all’estero. La circostanza non rappresenta una causa ostativa, ma potrebbe determinare un aggravio dell’imposizione. In questo caso, se il contribuente avesse subito la tassazione all’estero, anche con l’applicazione di una ritenuta da parte del committente non stabilito, non sarà possibile né scomputare la ritenuta, né recuperare le imposte assolte all’estero in via definitiva, con il meccanismo del credito di imposta di cui all’art. 165 del TUIR. Il chiarimento è stato fornito dall’Agenzia delle entrate dalla Risoluzione n. 36/E del 15 marzo 2019.

La tassazione dei redditi prodotti all’estero

Il documento di prassi citato riguardava un lavoratore autonomo che aveva tra i suoi clienti una società con sede nella Repubblica di San Marino. La società sammarinese, secondo quanto previsto dall’articolo 102 della legge n. 166 del 2013, vigente nella Repubblica di San Marino, ha applicato la ritenuta del 20 per cento sui compensi corrisposti. Il contribuente italiano si è appunto posto il problema di come recuperare le imposte assolte all’estero con l’applicazione della predetta ritenuta.

Il problema di duplicazione della tassazione sorge in quanto il compenso così percepito, anche se relativo ad un’attività svolta all’estero, viene assoggettato a tassazione secondo i medesimi criteri previsti per l’attività svolta in Italia.

Il compenso percepito, deve essere sommato a tutti gli altri compensi, al fine di determinare la base su cui applicare la percentuale di redditività del 78 per cento. In buona sostanza la tassazione è al netto della percentuale forfettaria dei costi del 22 per cento. Indipendentemente dalla tassazione in Italia, anche tenendo conto della convenzione internazionale in vigore tra l’Italia e la Repubblica di San Marino, il reddito ivi prodotto può essere legittimamente oggetto di tassazione nei due Stati membri.

Il recupero delle imposte assolte all’estero potrà quindi eventualmente essere effettuato esclusivamente a seguito dell’applicazione dell’art. 165 del TUIR.

La mancata applicazione del credito di imposta

Dal combinato disposto dell’art. 3, comma 3, lett. a del TUIR e dell’art. 165 si desume che i contribuenti forfettari non potranno mai “recuperare” le imposte assolte all’estero per il tramite del meccanismo del credito di imposta di cui all’art. 165 del TUIR.

La prima disposizione esclude che i redditi sottoposti all’applicazione di un sistema di tassazione di tipo sostitutivo possano concorrere alla formazione del reddito complessivo di cui all’art. 8 del TUIR. Si applica l’imposta sostitutiva del 15 per cento senza che il reddito di lavoro autonomo o di impresa possa essere sommato agli altri redditi eventualmente posseduti al fine di applicare la tassazione IRPEF progressiva.

Contribuenti forfettari che producono una parte del reddito all'estero: rischio di doppia tassazioneL’impossibilità di fare valere il credito di imposta si desume in base ad un’interpretazione letterale dell’art. 165 del TUIR.  La disposizione prevede che se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all’estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo possono essere recuperate, sotto forma di credito, fino a concorrenza del rapporto tra i redditi prodotti all’estero ed il reddito complessivo netto.

Nel caso in esame il reddito prodotto all’estero non concorre alla formazione del reddito complessivo. Pertanto, in mancanza di tale presupposto previsto testualmente dalla disposizione citata, il credito di imposta non potrà essere fatto valere. Il contribuente subisce di fatto una duplicazione del prelievo tributario stante la legittimità dell’applicazione della ritenuta.

Nicola Forte

30 marzo 2019

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it