Lavoro nero: maxisanzione più alta per gli illeciti commessi nel 2019

Per i datori di lavoro non solo l’introduzione di agevolazioni da parte della legge di bilancio 2019, la quale conferma e propone incentivi rivolti alle aziende più virtuose, ma anche, in maniera speculare e nella stessa ottica, inasprimento del quadro sanzionatorio in materia di lavoro nero. Il messaggio è chiaro: chi rispetta la legge risparmia, chi vìola la legge verrà punito un pò di più rispetto al passato

Lavoro nero: maxisanzione più alta per gli illeciti commessi nel 2019Per i datori di lavoro non solo l’introduzione di agevolazioni da parte della legge di bilancio 2019, la quale conferma e propone incentivi rivolti alle aziende più virtuose, ma anche, in maniera speculare e nella stessa ottica, inasprimento del quadro sanzionatorio in materia di lavoro nero.

Il messaggio è chiaro: chi rispetta la legge risparmia, chi viola la legge verrà punito un pò di più rispetto al passato.[1]

I fenomeni cui il legislatore ha inteso dare rilievo rimodellandone l’apparato sanzionatorio sono quelli relativi al lavoro sommerso, al lavoro irregolare, nonché alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di aumentare la forza deterrente di impianti normativi troppo spesso violati.

Nello specifico, è stato previsto un aumento del 20% degli importi relativi a:

  • la maxisanzione per lavoro nero;[2]
  • la irregolare e abusiva somministrazione di manodopera;[3]
  • le violazione degli obblighi amministrativi connessi alle procedure di distacco transnazionale;
  • le violazioni degli obblighi in materia di durata massima dell’orario di lavoro, riposo settimanale, ferie e riposo giornaliero.[4]

Un aumento del 10% è stato invece previsto per le violazioni delle disposizioni in materia di salute e igiene sui luoghi di lavoro.[5] Le maggiorazioni saranno inoltre raddoppiate nel caso in cui, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.

La nuova maxisanzione per lavoro nero

Si definisce “lavoro in nero” il rapporto di lavoro per il quale il datore di lavoro privato non ha provveduto a predisporre ed inviare la comunicazione preventiva di assunzione attraverso il Sistema Informatico delle Comunicazioni Obbligatorie (CO), ad esclusione del datore di lavoro domestico.

Nel caso in cui vengano accertati, dagli organi ispettivi, casi di lavoro nero, ovvero rapporti per i quali non sia stata effettuata la prescritta comunicazione preventiva di assunzione, è prevista, per il datore di lavoro, una sanzione amministrativa pecuniaria, cosiddetta maxisanzione. Tale sanzione, di natura aggiuntiva rispetto ad altri eventuali provvedimenti di carattere sanzionatorio legati all’utilizzo di manodopera irregolare e all’evasione contributiva, si applica quindi esclusivamente nel caso in cui non sia stata effettuata la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro (UNILAV).[6]

La maxisanzione non si applica nel caso in cui il datore di lavoro abbia, prima dell’accesso ispettivo, posto in essere gli adempimenti di carattere contributivo (invio flussi Uniemens, pagamento dei relativi contributi con F24, etc.), ed abbia quindi sì omesso la comunicazione preventiva obbligatoria, ma non vi sia stata alcuna volontà, nel concreto, di occultare il rapporto di lavoro anche se risulta differentemente qualificato (per esempio il datore di lavoro ha comunicato una co.co.co. mentre l’ispettore ritiene che si tratti di lavoratore subordinato). La maxisanzione non si applica neanche nel caso in cui il datore di lavoro, in tempi non sospetti e quindi prima dell’accesso ispettivo e dell’avvio dell’accertamento, abbia regolarizzato in modo spontaneo e integrale il rapporto di lavoro avviato senza effettuare la preventiva comunicazione obbligatoria.

La maxisanzione è suddivisa in diverse fasce comprese tra una sanzione minima e una sanzione massima che variano a seconda del tempo di impiego irregolare del lavoratore.

Nello specifico, a seguito della maggiorazione del 20% degli importi della sanzione minima e massima, essi vanno per ciascun lavoratore:

–  da € 1.800 a € 10.800, in caso di impiego del lavoratore sino a 30 giorni di effettivo lavoro;

–  da € 3.600 a € 21.600, in caso di impiego del lavoratore da 31 e sino a 60 giorni di effettivo lavoro;

–  da € 7.200 a € 43.200, in caso di impiego del lavoratore oltre 60 giorni di effettivo lavoro.

I nuovi importi della…

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