INPS: importi massimi e minimi di prestazioni e retribuzioni per l’anno 2019

INPS: importi massimi e minimi di prestazioni e retribuzioni per l’anno 2019Le Circolari nn. 5 e 6 del 25 gennaio 2019 dell’INPS si occupano di fissare rispettivamente minimali e massimali delle retribuzioni per l’anno 2019 e gli importi per i trattamenti e le indennità (es. NASpI e DIS-COLL) stabiliti in misura massima per il nuovo anno.

Stabiliti gli importi 2019

La Circolare INPS n.6 dello scorso 25 gennaio 2019 ha reso noto il limite minimo di retribuzione giornaliera e l’aggiornamento degli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Con Circolare n. 5 del medesimo giorno, l’Istituto ha invece reso noti gli importi massimi – stabiliti per l’anno corrente – con riferimento ai trattamenti quali (senza citarli tutti) indennità di disoccupazione NASpI, indennità di disoccupazione DIS-COLL, indennità di disoccupazione agricola, oltre che per i FdS per il credito e il credito cooperativo.

Minimali retributivi per i lavoratori dipendenti

In conseguenza della rivalutazione dell’indice Istat pari all’1,1% per l’anno 2018, sono stati ricalcolati i minimali delle retribuzioni giornaliere per l’anno 2019, in applicazione di quanto previsto dall’articolo 7 del D.L. n. 463/1983, per il quale i minimali di retribuzione giornaliera stabiliti per i diversi settori dal Legislatore devono essere rivalutati annualmente in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita.

Così, valutata da parte dell’Istat la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica della pensione attestatasi all’1,1%, la Circolare n. 6/2019 mette bene in evidenza (tra gli altri, per il dettaglio dei quali si rimanda al documento di prassi in esame) i limiti di retribuzione giornaliera rivalutati a partire dal primo gennaio 2019, così fissati:

  • 48,74 euro: minimale di retribuzione giornaliera;
  • 513,01 euro: trattamento minimo mensile di pensione a carico del FPLD (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti).

Quanto detto è estremamente importante per quanto riguarda il calcolo degli imponibili giornalieri per il versamento della contribuzione previdenziale e assistenziale: infatti la retribuzione da assumere ai fini contributivi deve essere determinata rispettando le disposizioni vigenti in materia di retribuzioni minime imponibili e di minimale retributivo giornaliero stabilito dalla legge.

Anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale sussiste quanto detto finora in materia di minimale ai fini contributivi: per tali rapporti di lavoro trova infatti applicazione il criterio per cui bisogna ricavare un apposito minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi ai rapporti di lavoro a tempo parziale; tenendo infatti in considerazione il minimale e il numero di ore del tempo pieno derivante dal contratto collettivo applicato, sarà possibile ricavare il minimale orario, il quale dovrà poi essere moltiplicato per le ore effettivamente svolte dal dipendente.

Limite 2019 oltre il quale è previsto il versamento dell’aliquota aggiuntiva dell’1%

È variato anche l’importo oltre il quale è necessario che il lavoratore – il quale versa aliquote contributive inferiori al 10% – sia tenuto a versare l’aliquota aggiuntiva dell’1%; ciò deriva dall’articolo 3-ter, del D.L. n. 384/1992, convertito in L. n. 438/1992.

Infatti, quando le quote sono eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, il lavoratore sarà tenuto a versare tale contributo aggiuntivo; in considerazione di ciò si segnala che per l’anno 2019, la prima fascia di retribuzione pensionabile è determinata in euro 47.143,00 annuali: ciò significa che oltre tale valore, il lavoratore sarà tenuto al versamento dell’aliquota aggiuntiva.

Ma l’importo deve essere considerato per ciascun mese e quindi dovrà essere diviso per 12, cosicché il valore da prendere a riferimento per valutare se il soggetto è tenuto o meno al versamento dell’aliquota aggiuntiva è…

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