Accesso al regime forfettario nel 2019: la rettifica IVA

Per i contribuenti che accedono al regime forfettario nel 2019 (proveniendo dal regime “ordinario”) si apre il problema della rettifica IVA, da effettuare nella prossima dichiarazione IVA con pagamento di eventuali somme dovute il prossimo 18 marzo. Le somme a debito di IVA possono derivare dalle rimanenze di magazzino, dai beni ammortizzabili e dalla gestione dei beni in leasing per cui il contribuente ha detratto l’IVA prima di accedere al regime forfettario.

Accesso al regime forfettario nel 2019: la rettifica IVAPremessa generale

Come noto i soggetti che nel 2018 hanno applicato il regime cosiddetto “ordinario, in presenza dei requisiti previsti dalla Legge n.145-2018, possono accedere per il 2019 al regime forfetario di cui all’articolo 1 della Legge n.190-2014. Il regime forfettario è un regime “naturale (leggi qui un articolo di Nicola Forte) e pertanto non richiede alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 ma è necessario indicare la scelta nell’ultima dichiarazione Iva redatta prima del passaggio (si deve barrare la relativa casella VA14 della dichiarazione Iva 2019).

Inoltre, trattandosi di un regime senza applicazione dell’Iva è necessario procedere alla rettifica della detrazione dell’Iva con riferimento ai beni non ancora ceduti e ai servizi non ancora utilizzati esistenti al 31 dicembre 2018 (articolo 19-bis2, comma 3, D.P.R. 633/1972).

Nota: la legge di Bilancio 2019 ha introdotto alcune modifiche al regime IVA forfetario, consentendone l’applicazione agli imprenditori, artisti o professionisti che hanno conseguito ricavi o percepito compensi nei limiti di 65.000 euro.

ACCESSO AL REGIME FORFETTARIO: IL MECCANISMO DELLA RETTIFICA IVA

Per poter accedere al regime forfetario i contribuenti che adottano il regime ordinario devono porre in essere alcune operazioni in materia di rettifica IVA da operare nella dichiarazione dell’ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie.

Nota: tale rettifica è da mettere in atto anche nel caso contrario ovvero di passaggio dal regime forfettario, per obblighi di legge o per opzione, a quello ordinario.

In buona sostanza il meccanismo di rettifica dell’IVA (art. 19 bis 2 del D.P.R. n. 633/1972) deve obbligatoriamente essere utilizzato nelle seguenti casistiche:

a) passaggio nel regime naturale forfetario (passaggio dal regime IVA ordinario a quello forfettario);

b) superamento dei limite di ricavi e compensi che consente la permanenza nel regime forfettario e passaggio al regime IVA ordinario ;

c) nel caso in cui, pur potendo rimanere nel regime forfettario, il contribuente opti per il regime IVA ordinario (passaggio dal regime forfettario a quello IVA ordinario).

Nota: ai fini della rettifica della detrazione deve essere predisposta un’apposita documentazione nella quale indicare distintamente, per categorie omogenee, la quantità e i valori dei beni facenti parte del patrimonio aziendale, come richiesto dalla C.M. 24 dicembre 1997, n. 328/E.

IL CALCOLO DELLA RETTIFICA IVA

Dal punto di vista pratico il meccanismo di rettifica dell’IVA si effettua con le seguenti modalità operative:

Nota: si ipotizzi un imprenditore che alla data del 31.12.2018 detiene rimanenze finali per euro 5.000 per le quali ha detratto l’IVA ; per effetto dell’operazione di rettifica, l’IVA dovuta sui beni esistenti in magazzino non ancora ceduti sarà pari a 1.100 euro ( immaginiamo aliquota del 22%). Come detto l’obbligo di rettifica della detrazione IVA opera anche in relazione ai servizi non ancora utilizzati.
  • canoni di locazione (anche finanziaria) e di noleggio: in caso di canoni corrisposti in via anticipata (anche il maxi- canone del leasing) opera il meccanismo di rettifica dell’IVA per la parte di essi non ancora maturata ;
Nota: si ipotizzi un contribuente che sceglie il regime forfetario a far data dall’1 gennaio 2019 e che nel periodo dall’1 ottobre 2018 al 31 marzo 2019 ha corrisposto un canone di noleggio per euro 1.000 (IVA 22 %) .
Nel caso di specie il contribuente che nel 2018 ha detratto tutta l’IVA deve restituire i tre sesti dell’imposta (Calcolo: 222 /6 x 3 = euro 111).
Lo stesso concetto va applicato anche al maxicanone leasing…
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