Accesso al regime forfettario nel 2019: la rettifica IVA

Accesso al regime forfettario nel 2019: la rettifica IVAPremessa generale

Come noto i soggetti che nel 2018 hanno applicato il regime cosiddetto “ordinario, in presenza dei requisiti previsti dalla Legge n.145-2018, possono accedere per il 2019 al regime forfetario di cui all’articolo 1 della Legge n.190-2014. Il regime forfettario è un regime “naturale (leggi qui un articolo di Nicola Forte) e pertanto non richiede alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 ma è necessario indicare la scelta nell’ultima dichiarazione Iva redatta prima del passaggio (si deve barrare la relativa casella VA14 della dichiarazione Iva 2019).

Inoltre, trattandosi di un regime senza applicazione dell’Iva è necessario procedere alla rettifica della detrazione dell’Iva con riferimento ai beni non ancora ceduti e ai servizi non ancora utilizzati esistenti al 31 dicembre 2018 (articolo 19-bis2, comma 3, D.P.R. 633/1972).

Nota: la legge di Bilancio 2019 ha introdotto alcune modifiche al regime IVA forfetario, consentendone l’applicazione agli imprenditori, artisti o professionisti che hanno conseguito ricavi o percepito compensi nei limiti di 65.000 euro.

ACCESSO AL REGIME FORFETTARIO: IL MECCANISMO DELLA RETTIFICA IVA

Per poter accedere al regime forfetario i contribuenti che adottano il regime ordinario devono porre in essere alcune operazioni in materia di rettifica IVA da operare nella dichiarazione dell’ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie.

Nota: tale rettifica è da mettere in atto anche nel caso contrario ovvero di passaggio dal regime forfettario, per obblighi di legge o per opzione, a quello ordinario.

In buona sostanza il meccanismo di rettifica dell’IVA (art. 19 bis 2 del D.P.R. n. 633/1972) deve obbligatoriamente essere utilizzato nelle seguenti casistiche:

a) passaggio nel regime naturale forfetario (passaggio dal regime IVA ordinario a quello forfettario);

b) superamento dei limite di ricavi e compensi che consente la permanenza nel regime forfettario e passaggio al regime IVA ordinario ;

c) nel caso in cui, pur potendo rimanere nel regime forfettario, il contribuente opti per il regime IVA ordinario (passaggio dal regime forfettario a quello IVA ordinario).

Nota: ai fini della rettifica della detrazione deve essere predisposta un’apposita documentazione nella quale indicare distintamente, per categorie omogenee, la quantità e i valori dei beni facenti parte del patrimonio aziendale, come richiesto dalla C.M. 24 dicembre 1997, n. 328/E.

IL CALCOLO DELLA RETTIFICA IVA

Dal punto di vista pratico il meccanismo di rettifica dell’IVA si effettua con le seguenti modalità operative:

Nota: si ipotizzi un imprenditore che alla data del 31.12.2018 detiene rimanenze finali per euro 5.000 per le quali ha detratto l’IVA ; per effetto dell’operazione di rettifica, l’IVA dovuta sui beni esistenti in magazzino non ancora ceduti sarà pari a 1.100 euro ( immaginiamo aliquota del 22%). Come detto l’obbligo di rettifica della detrazione IVA opera anche in relazione ai servizi non ancora utilizzati.
  • canoni di locazione (anche finanziaria) e di noleggio: in caso di canoni corrisposti in via anticipata (anche il maxi- canone del leasing) opera il meccanismo di rettifica dell’IVA per la parte di essi non ancora maturata ;
Nota: si ipotizzi un contribuente che sceglie il regime forfetario a far data dall’1 gennaio 2019 e che nel periodo dall’1 ottobre 2018 al 31 marzo 2019 ha corrisposto un canone di noleggio per euro 1.000 (IVA 22 %) .
Nel caso di specie il contribuente che nel 2018 ha detratto tutta l’IVA deve restituire i tre sesti dell’imposta (Calcolo: 222 /6 x 3 = euro 111).
Lo stesso concetto va applicato anche al maxicanone leasing…
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