Saldo e stralcio per le persone in difficoltà con i versamenti fiscali

Il Parlamento ha approvato la Legge di bilancio 2019 che contiene tra le tante norme anche la definizione agevolata debiti tributari di contribuenti in difficoltà economica

Una precisazione redazionale: i commi richiamati nel sottostante approfondimento riferiti all’articolo 1 della legge di bilancio 2019 (Legge 30.12.2018 n. 145, come pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018) vanno ora intesi dal n. 184 al n. 198.
In sostanza, i commi richiamati nell’approfondimento sono stati rinumerati dal Legislatore in extremis (iter approvazione legge bilancio assai travagliato, quest’anno, ben noto a tutti).

Saldo e stralcio piccoli debiti fiscali

Il Parlamento ha approvato la Legge di bilancio 2019 (vedi sezione con i nostri approfondimenti) che contiene tra le tante norme anche la definizione agevolata debiti tributari di contribuenti in difficoltà economica (Articolo 1, commi 101-bis-septiesdecies)
I commi da 101-bis a 101-sedecies consentono di definire con modalità agevolate i debiti delle persone fisiche che versino in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, diversi da quelli annullati automaticamente ai sensi del Decreto Legge 119/2018, affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 e derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini IRPEF e IVA.

Detti debiti possono essere definiti mediante pagamento della quota capitale, degli interessi e delle somme spettanti all’agente della riscossione. Gli interessi sono versati in misura differenziata e graduale secondo la condizione economica del debitore. Il pagamento può avvenire in unica soluzione o in più rate.

Le norme recano una specifica disciplina dei controlli sulle autodichiarazioni rese ai fini dell’attestazione della difficoltà economica, nonché alcune norme di chiusura volte a coordinare la definizione agevolata in commento con le “rottamazioni” precedenti e quelle attualmente applicabili, ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, la cui legge di conversione è stata definitivamente approvata dal Parlamento.

Il comma 101-ter consente di definire con tali modalità anche i carichi derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento, versando una somma determinata con modalità analoghe a quelle previste per i tributi agevolabili, che può essere utilizzata ai fini assicurativi secondo le norme che regolano la Gestione previdenziale interessata.

Ai sensi del comma 101-quater, sussiste una grave e comprovata situazione di difficoltà economica qualora l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare non sia superiore a 20.000 euro.

Il calcolo delle somme dovute

Il comma 101-quinquies individua le modalità di calcolo delle somme dovute per perfezionare la definizione agevolata.

In particolare, per i soggetti in grave difficoltà economica comprovata mediante ISEE, i già menzionati debiti tributari e contributivi (di cui al comma 101-bis e al comma 101-ter) possono essere estinti senza corrispondere:
– le sanzioni comprese in tali carichi;
– gli interessi di mora (ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del D.P.R. n. 602 del 1973).
– le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui crediti previdenziali (di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46).

I soggetti interessati versano:

a) le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari:
– al 16%, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti non superiore a 8.500 euro.
– al 20%, qualora l’ISEE del nucleo familiare sia compreso tra 8.500 e 12.500 euro;
– al 35%, qualora l’ISEE sia superiore a 12.500 euro (si ricorda che sussiste grave e comprovata situazione di difficoltà economica qualora l’ISEE del nucleo familiare non sia superiore a 20.000 euro);

b) l’aggio maturato a favore dell’agente della…

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