Le caratteristiche del lavoro autonomo occasionale

Parlare di lavoro autonomo occasionale o di lavoro occasionale non è la stessa cosa, sebbene nel linguaggio comune le due tipologie possano essere confuse. Infatti, il lavoro occasionale è cosa diversa dal lavoro autonomo occasionale disciplinato dall’art. 2222 c.c.. Mentre nel corso del tempo il lavoro occasionale ha cambiato connotati più e più volte, mutando dal lavoro accessorio ai voucher, e poi alle Prestazioni Occasionali e al Libretto Famiglia, il lavoro autonomo occasionale non ha invece subito grandi modifiche ma rimane uno strumento molto utile al fine di inquadrare correttamente i collaboratori di un’azienda quando le loro prestazioni si svolgono con sostanziale autonomia

Le caratteristiche del lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c.Parlare di lavoro autonomo occasionale o di lavoro occasionale non è la stessa cosa, sebbene nel linguaggio comune le due tipologie possano essere confuse. Infatti, il lavoro occasionale è cosa diversa dal lavoro autonomo occasionale disciplinato dall’art. 2222 C.c.

Mentre nel corso del tempo il lavoro occasionale ha cambiato connotati più e più volte, mutando dal lavoro accessorio ai voucher, e poi alle Prestazioni Occasionali e al Libretto Famiglia, il lavoro autonomo occasionale non ha invece subito grandi modifiche ma rimane uno strumento molto utile al fine di inquadrare correttamente i collaboratori di un’azienda quando le loro prestazioni si svolgono con sostanziale autonomia.

Prestazioni di lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c.: le caratteristiche

L’art. 2222 del Codice Civile prevede espressamente che quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.

Le caratteristiche delle prestazioni d’opera sono così:

  • compimento di un’opera o di un servizio;
  • con lavoro prevalentemente proprio;
  • senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Rispetto poi ai rapporti co.co.co., il lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c. si caratterizza inoltre per:

  • autonomia del lavoratore circa i tempi e le modalità di esecuzione del lavoro;
  • mancanza del requisito della continuità, in quanto l’attività è sporadica; è bene però segnalare, a tale proposito, che il rapporto d’opera di cui all’art. 2222 C.c. può anche comporsi di una serie di operazioni o prestazioni svolte anche in maniera consequenziale, purché finalizzate a raggiungere un preciso obiettivo, contenuto nell’incarico affidato;
  • nessun inserimento del lavoratore nell’organizzazione aziendale.

La prestazione d’opera/servizio è inoltre di natura occasionale in quanto essa è svolta senza prevalenza e/o abitualità; in caso contrario, sarebbe necessario avvalersi di una diversa struttura che è quella dell’apertura della Partita IVA e della relativa posizione previdenziale.

Regime previdenziale e fiscale

Il lavoro autonomo occasionale inquadrato con le caratteristiche poc’anzi citate, ha anche regole particolari con riferimento agli obblighi in materia fiscale e contributiva.

Dal punto di vista fiscale, i redditi derivanti da prestazioni ex art. 2222 C.c. sono considerati come redditi diversi, ossia disciplinati dall’art. 67, c. 1, lett. l del TUIR. L’art. 71, comma 2, del TUIR dispone poi che l’imponibile sia ricavato per differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Con riferimento al regime contributivo va segnalato che l’art. 44, comma 2, del D.L. 269/2003, convertito in L. 326/03, ha disposto l’iscrizione alla Gestione Separata dei lavoratori autonomi occasionali, ma solo quando i redditi fiscalmente imponibili sono superiori a 5.000 euro nell’anno solare.

Cosa si intende per redditi fiscalmente imponibili nell’anno solare? Essi sono composti considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali, fermo restando quanto stabilito dall’art. 71, comma 2, del TUIR. Così, l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti dalla fattura.

Ciò significa che fintanto che il soggetto mantenga un reddito derivante da prestazioni di lavoro autonomo occasionale inferiore a 5000 euro nell’anno solare, egli sarà esente:

  • dall’obbligo contributivo;
  • dall’iscrizione all’apposita gestione INPS.

Qualora il soggetto superi la soglia dei 5000 euro, egli sarà tenuto a comunicarlo tempestivamente ai committenti occasionali,…

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