Omesso avviso udienza, difesa violata

Omesso avviso udienza, difesa violataL’omesso avviso inviato alla parte ricorrente, ritualmente costituita in giudizio, circa la data di fissazione dell’udienz, determina la nullità della decisione pronunciata.

Nel contenzioso tributario la comunicazione della data di udienza adempie ad una funzione di garanzia del diritto di difesa e del principio del contraddittorio (Cass. n. 30156/2018).

Avviso di trattazione: disciplina giuridica

Nell’ambito del giudizio tributario, l’obbligo di comunicazione del predetto avviso di trattazione è disciplinato dall’art. 31 del Dlgs n. 546/1992, il quale prevede che la segreteria della Commissione tributaria deve dare comunicazione alle parti ritualmente costituite della data fissata per la trattazione della controversia almeno trenta giorni liberi prima della data stabilita.

Tale disposizione, prevista per il giudizio di primo grado, è applicabile anche al procedimento di appello ex articolo 61 del medesimo decreto. Tale termine viene ridotto a dieci giorni liberi nei casi previsti dall’art. 2, comma 2, del DL n. 59/2018 (sospensione fondata su motivi attinenti alla illegittimità della decisione di recupero).

La segreteria della Commissione tributaria deve dare comunicazione alle sole parti ritualmente costituite in giudizio della data fissata per la trattazione della controversia, che di solito avviene in camera di consiglio senza le parti e almeno trenta giorni liberi prima dell’udienza fissata.

L’avviso di trattazione deve contenere, a pena di nullità, la data (anno, mese, giorno e ora) di trattazione necessaria (udienza pubblica o camera di consiglio) per la produzione eventuale in tempo utile di documenti e memorie difensive. Nel termine di trenta giorni liberi, diversamente dai termini normali, non si computano il giorno iniziale della ricevuta comunicazione (dies a quo) né quello finale della data di trattazione (dies a quem), considerato che tra la ricezione della comunicazione e l’udienza di trattazione devono intercorrere trenta giorni interi. La comunicazione della data fissata per la trattazione dell’udienza costituisce una fase importante nel giudizio tributario, attesa la centralità della posizione attribuita all’udienza di trattazione.

Nel caso in esame la società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per Ires eccependo il mancato invio alla medesima, ritualmente costituita, dell’avviso di trattazione dell’udienza di cui all’art. 31 del D Lgs n. 546/1992. La società ha dedotto, quindi, la violazione del predetto art. 31 del D. Lgs n. 546/92, in quanto la CTR ha omesso di comunicare alla società ricorrente l’avviso di fissazione dell’udienza di discussione, e nonostante ciò, l’udienza fu trattata e decisa dai giudici di appello, in assenza della parte appellante, con palese violazione del contraddittorio e pregiudizio per l’esercizio del diritto di difesa.

La Corte, accogliendo il ricorso, ha affermato che nel processo tributario, la comunicazione della data di udienza ex art. 31 del D Lgs n. 546/92, applicabile anche ai giudizi di appello in relazione operato dall’art. 61 del medesimo decreto, adempie ad una funzione di garanzia del diritto di difesa, garantito costituzionalmente dall’art. 24, e del principio del contraddittorio, sicché l’omessa comunicazione alle parti, almeno trenta giorni prima, dell’avviso di fissazione dell’udienza, determina la nullità della decisione comunque pronunciata.

Viceversa è stato ritenuto che la tardiva comunicazione dell’avviso di trattazione dell’udienza non produceva nullità della sentenza nel solo caso di partecipazione del difensore alla stessa udienza (Cass. n. 20370/2006).

Si chiarisce che l’omissione di cui trattasi non costituisce, quindi, una mera irregolarità priva di effetti invalidanti, ma produce la nullità dei successivi atti processuali e della sentenza di appello, a norma degli articoli 101 (“principio del contraddittorio”) e 156, comma 2 (“rilevanza della nullità”) c.p.c.,…

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