Stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010

stralcio dei debiti fino a mille euroIl Decreto fiscale 119/2018 prevede l’automatico stralcio dei debiti tributari fino a mille euro (comprensivo di capitale, interessi e sanzioni) risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010

Il Decreto fiscale 2019, collegato alla Manovra di Bilancio 2019, veicolato nella D.L. 119/2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 247, del 23 ottobre 2018, contiene molte novità fiscali che riguardano, tra l’altro, gli strumenti per l’attuazione della “pacificazione fiscale”, la semplificazione degli adempimenti (con particolare riguardo alla fatturazione elettronica), l’innovazione del processo tributario, la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi e la disciplina del Gruppo Iva.

Certamente di rilievo è anche la disposizione contenuta in materia di stralcio dei debiti fino a mille euro; vediamo di analizzare la novità nel dettaglio, sulla base di quanto illustrato anche dal dossier studi della Camera dei Deputati e del Senato del 26 ottobre scorso, che accompagna il citato decreto.

La disposizionein merito di stralcio dei debiti tributari

L’articolo 4, del D.L. 119/2018, prevede l’automatico stralcio dei debiti tributari fino a mille euro (comprensivo di capitale, interessi e sanzioni) risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

E’ disposto l’annullamento automatico dei debiti di importo residuo (che, come specificato dalla relazione illustrativa, va calcolato al 24 ottobre 2018, data di entrata in vigore del decreto in esame) fino a mille euro; l’importo da considerare è comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.

Tali importi devono risultare dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per cui sia già stata richiesta la definizione agevolata.

L’annullamento è effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili.

La restituzione delle somme: attenzione alle date

Il comma 2, dell’art. 4, stabilisce le regole di imputazione e di acquisizione delle somme eventualmente versate, con riferimento ai debiti oggetto di annullamento.

stralcio dei debiti

L’eventuale rimborso avviene ai sensi dell’articolo 22, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, del D.Lgs. 112/1999.

Le richiamate norme prevedono che l’agente della riscossione deve offrire la restituzione all’avente diritto notificandogli una comunicazione delle modalità di restituzione.

Decorsi tre mesi dalla notificazione senza che l’avente diritto abbia accettato la restituzione, ovvero, per le somme inferiori a cinquanta euro, decorsi tre mesi dalla data del pagamento, l’agente della riscossione riversa le somme all’ente creditore ovvero, se tale ente non è identificato né facilmente identificabile, all’entrata del bilancio dello Stato, ad esclusione di una quota pari al 15 per cento, che affluisce ad apposita contabilità speciale.

Il riversamento è effettuato il giorno 20 dei mesi di giugno e dicembre di ciascun anno.

La restituzione ovvero il riversamento sono effettuati al netto dell’importo delle spese di notificazione, trattenute dall’agente della riscossione a titolo di rimborso delle spese sostenute per la notificazione. Resta fermo il diritto di chiedere, entro l’ordinario termine di prescrizione, la restituzione delle somme all’ente creditore ovvero allo Stato. In caso di richiesta allo Stato, le somme occorrenti per la restituzione sono prelevate da apposita contabilità speciale e riversate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

A tal fine, l’agente della riscossione presenta all’ente creditore richiesta di restituzione delle somme eventualmente riscosse dalla data di entrata in…

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