Le regole del blocco delle compensazioni F24

Le regole del blocco delle compensazioni F24Premessa generale

Come noto l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 195385/2018 del 20 agosto 2018 ha definito i criteri e le modalità per il blocco delle compensazioni “a rischio” dei modelli F24 sospendendo, fino ad un massimo di 30 giorni, l’esecuzione dei modelli F24 al fine di verificare la posizione del contribuente. Decorsi i 30 giorni o appurato da parte dell’Amministrazione la regolarità della compensazione la delega F24 sarà acquisita a tutti gli effetti dalla data di invio del file mentre, in caso contrario, i versamenti sono considerati non effettuati.

Nota: lo scopo della norma, introdotta dalla legge di bilancio 2018 (legge n. 205-2017), è quello di contrastare le indebite compensazioni di crediti d’imposta.

In considerazione del silenzio della norma è inconfutabile che il contribuente non è nelle condizioni di conoscere prima il rischio di un blocco del proprio modello F24 e pertanto, viste le numerose preoccupazioni dei contribuenti in materia, il MEF (interrogazione parlamentare n. 5-00537) ha chiarito che saranno prese in considerazione solo le operazioni che presentano anomalie “meritevoli di approfondimento”.

I CRITERI UTILIZZATI DALL’AGENZIA PER LA SELEZIONE DELLE DELEGHE A RISCHIO

L’Agenzia delle Entrate ha fissato i “criteri” da utilizzare per selezionare i modelli F24 contenenti compensazioni a rischio tenendo in considerazione i seguenti aspetti:

  1. tipologia dei debiti pagati;
  • tipologia dei crediti compensati;
  • coerenza dei dati indicati nel modello F24;
  • dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, afferenti ai soggetti indicati nel modello F24;
  • compensazioni analoghe effettuate in precedenza dai soggetti indicati nell’F24;
  • pagamento di debiti iscritti a ruolo, di cui all’articolo 31, comma 1, del D.L. 78/2010 di importo superiore ai 1.,500 euro.

Nota: si rammenta che i modelli F24 contenenti il pagamento di debiti “iscritti a ruolo” sono presentati esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Dalla lettura delle disposizioni normative si può notare come non vi siano particolari limitazioni alle tipologie di debiti/crediti che possono far scattare la sospensione anche se la legge di bilancio 2018, per esemplificare la problematica, aveva comunque fornito un elenco delle casistiche da sottoporre a verifica ovvero:

– utilizzo del credito in compensazione da parte di un soggetto “diverso” dal titolare del credito stesso;

– compensazioni di crediti che, in base a quanto indicato nel modello F24, sono riferiti ad anni d’imposta molto anteriori rispetto all’anno in cui è stata effettuata l’operazione;

– crediti utilizzati in compensazione ai fini del pagamento di debiti iscritti a ruolo.

LA PROCEDURA DI BLOCCO DELLE COMPENSAZIONI DEI MODELLI F24 IN PRATICA

La procedura di sospensione dei modelli F24 in compensazione (sia a zero che a debito) è caratterizzata dalle seguenti fasi:

  • invio del modello F 24: il soggetto che ha inviato il modello F24 mediante i servizi telematici viene informato, con apposita ricevuta, dell’eventuale blocco della delega (la ricevuta indica anche la data di fine del periodo di sospensione);
  • periodo di sospensione: durante il periodo di “sospensione” e in caso di F24 a debito non viene effettuato nessun addebito sul conto corrente del contribuente interessato ma solo dopo le verifiche dell’Ufficio (accoglimento o scarto della delega) l’operazione sarà convalidata alla data di invio del file telematico (anche in caso di F24 a zero).

Durante il periodo di sospensione e prima che siano intervenuti lo scarto o lo sblocco della delega di pagamento, il contribuente può inviare all’Agenzia delle Entrate gli elementi informativi ritenuti necessari per la finalizzazione della delega sospesa.

Una volta decorsi i 30 giorni dalla sospensione in assenza di…

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