Cumulo di agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali: il caso delle agevolazioni INAIL ISI 2017

Cumulo di agevolazioni per gli investimenti in beni strumentaliIn un precedente intervento è stata esaminata la questione della possibilità del cumulo di agevolazioni sugli stessi investimenti in beni strumentali; in questo pezzo sarà approfondita la questione del cumulo di agevolazioni previste dall’INAIL con il bando ISI 2017, del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e dell’iper ammortamento.  

Regole applicabili

Prima di procedere all’esame se sia possibile o meno il cumulo di agevolazioni nel caso in esame, si ricordano brevemente:

  • la possibilità di cumulo;
  • la presenza di eventuali ulteriori limitazioni al cumulo,

previste per ciascuna delle agevolazioni interessate.  

  • Bonus investimenti effettuati dal 1° marzo 2017

Il comma 102 dell’art. 1 della legge n. 208/2015, come modificato dall’art. 7-quater del decreto legge n. 243/2016, prevede la possibilità di cumulare il credito d’imposta per gli investimenti effettuati nel Mezzogiorno con tutti gli aiuti di Stato, compresi gli aiuti de minimis, che abbiano ad oggetti i medesimi investimenti, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle relative discipline comunitarie di riferimento.

In pratica, è possibile cumulare il credito d’imposta con altro aiuto di Stato (sempre che la disciplina di quest’ultimo non lo vieti espressamente), fermo restando che l’importo massimo di aiuto non può superare l’equivalente sovvenzione lorda prevista per la tipologia di impresa (PMI o grande) e per la localizzazione dell’investimento.

Il divieto di cumulo di agevolazioni riguarda solo quelle qualificate come aiuti di Stato e non anche le altre agevolazioni (ad esempio: iper ammortamento) che, essendo di portata generale, non rappresentano aiuti di Stato.

Accertata, quindi, la possibilità di cumulo del bonus investimenti, resta da verificare se la disciplina preveda comunque delle limitazioni di utilizzo.

Al riguardo, va rilevato che, trattandosi di aiuto di Stato, in genere questi, ove non previsti nel regime de minimis, trovano una limitazione nell’equivalente sovvenzione lordo (E.S.L.), che è il limite massimo di agevolazione previsto dalla disciplina comunitaria, che lo Stato può concedere in relazione alla dimensione del richiedente (PMI o grande impresa) ed alla localizzazione dell’investimento agevolato (aree agevolate, aree in deroga, ecc.).

La possibilità di cumulo di più aiuti di Stato deve essere, quindi, limitata a  prefissate percentuali di aiuto.

Inoltre, fermo restando tali percentuali massime di bonus concedibile, il comma 101 dell’art. 1 della legge n. 208/2015, come modificato dall’art. 7-quater del decreto legge n. 243/2016, prevede ulteriori limiti massimi di agevolazione concedibile: 3 milioni di euro per le piccole imprese, 10 milioni di euro per le medie imprese e 15 milioni di euro per le grandi imprese.

La possibilità di cumulo, quindi, deve tener conto di tali limiti e di tale chiarimento.

La circolare n. 4/E/2017, par. 6.4, pur non richiamando espressamente l’iper ammortamento, essendo applicabile al super ammortamento, deve comunque ritenersi applicabile e, conseguentemente, l’iper ammortamento, in quanto misura generale e non aiuto di Stato, deve ritenersi fruibile anche in presenza di altre agevolazioni, salvo che le norme disciplinanti le altre misure non prevedano un espresso divieto di cumulo con misure generali.

Peraltro, tale possibilità di cumulo è stata confermata da una riposta fornita dall’Agenzia delle entrate durante Telefisco 2018; in particolare, è stato chiarito che, “come evidenziato nella circolare n. 4/E/2017, la disciplina della maggiorazione del 150% origina da quella dettata per la maggiorazione del 40%, (pertanto) il principio può essere esteso anche all’iperammortamento”.

Trattandosi di una agevolazione non direttamente commisurata al costo degli investimenti ma al risparmio conseguente…

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