Investimenti in beni strumentali: le tipologie di beni agevolabili

La continua richiesta di individuare le tipologie di beni che possono fruire del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, originata anche da aggressive campagne commerciali da parte di venditori di taluni beni strumentali, induce a ritornare su tale individuazione per eliminare, ove possibile, ogni eventuale dubbio al riguardo e evitare, in tal modo, le possibili sanzioni connesse alla fruizione di un credito inesistente. 

Al riguardo, si ricorda che il comma 98 dell’art. 1 della legge n. 208/2015, anche nella versione modificata dall’art. 7-quater del decreto legge n. 243/2016 in vigore dal 1° marzo 2017, prevede l’attribuzione del credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi indicati nel successivo comma 99, destinati a strutture produttive delle zone assistite del Mezzogiorno.

Peraltro, per risultare agevolabili i beni devono essere caratterizzati da una serie di presupposti che devono coesistere; oltre alla destinazione a strutture produttive ubicate o da impiantare nelle zone assistite, in particolare:

  • devono essere beni appartenenti a particolari tipologie di cespiti,
  • devono far parte di un progetto di investimento iniziale, secondo le norme comunitarie,
  • per ciascuno di essi deve sussistere il requisito della strumentalità,
  • per ciascuno di essi deve sussistere il requisito della novità,
  • gli investimenti devono essere da titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal regime contabile adottato e dal regime di determinazione del reddito.

Il presente intervento prende in considerazione il primo di tali presupposti.  

Tipologie di investimenti ammessi

Il comma 99 della  legge n. 208/2015 specifica espressamente che sono agevolabili unicamente gli investimenti in beni strumentali nuovi rappresentati da macchinari, impianti e attrezzature varie, facenti parte di un progetto di investimento iniziale (come definito da alcune norme comunitarie) e destinati a strutture produttive esistenti o da impiantare nelle aree assistite.

Le circolari emesse a chiarimento della disciplina in esame nulla hanno precisato circa l’individuazione delle tipologie di beni agevolabili, rimandando alla circolare n. 38/E/2008, relativa al similare credito d’imposta per degli investimenti introdotto con l’art. 1, commi da 98 a 108, della legge n. 296/2006; pertanto, l’individuazione di tali beni può essere fatta con riferimento a precedenti agevolazioni e al contenuto delle relative voci di bilancio.

Innanzitutto va rilevato che gli impianti, macchinari e attrezzature possono rientrare in qualunque categoria  produttiva (tenuto conto, in ogni caso, dei soggetti beneficiari e dei soggetti esclusi), non essendo prevista, diversamente da altre passate agevolazioni (Tremonti-ter e Tremonti-quater), alcuna limitazione circa il codice ATECO di produzione degli stessi.

Per la specifica individuazione della categoria di appartenenza dei cespiti agevolabili, si può fare, anche per i soggetti in contabilità semplificata, utile riferimento al Principio contabile OIC 16 che indica cosa comprendere in ciascuna categoria degli impianti e macchinari e delle attrezzature.
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Vito Dulcamare

27 marzo 2018

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