Cumulo agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali: modalità e limiti dei bonus fiscali

Il proliferare di agevolazioni, finanziarie e fiscali, per gli investimenti in beni strumentali nuovi e la possibile cumulabilità di più agevolazioni sullo stesso investimento deve indurre il beneficiario ad usare la massima cautela per verificare la concreta possibilità di cumulo, rispettando una serie di fondamentali regole operative.

Nel prosieguo sarà fatto, in modo sintetico, il punto sulle principali vigenti agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dalla generalità dei contribuenti, sulla loro possibilità di cumulo e sugli effetti dello stesso.

1° Operazione: verificare la singola disciplina agevolativa 

Come regola di carattere generale deve valere il principio, che appare indubbiamente semplicistico ma che presenta risvolti comunque problematici, che, per verificare l’effettiva cumulabilità, occorre innanzitutto esaminare ogni singola disciplina (normativa e relative interpretazioni) che si intende applicare. In pratica, serve verificare tutte le discipline che si intendono applicare e cumulare in quanto, anche se una di esse consenta il cumulo, non è detto che questo sia possibile, potendo essere vietato o limitato dalle altre discipline; in altri termini, per verificare la sussistenza della possibilità di cumulo questo non deve essere vietato da nessuna delle disciplinate interessate.

In particolare, tale esame è finalizzato a individuare ed accertare contemporaneamente:

  • la concreta possibilità di cumulo delle differenti agevolazioni,
  • i limiti e le modalità del cumulo.

Di seguito, si riportano alcuni esempi di quanto previsto dalle discipline delle principali agevolazioni vigenti.

  • Bonus investimenti effettuati fino al 28 febbraio 2017

Il comma 102 dell’art. 1 della legge n. 208/2015 vieta il cumulo del credito d’imposta di cui al precedente comma 98 con tutti gli altri aiuti di Stato, compresi gli aiuti de minimis, che abbiano ad oggetto i medesimi investimenti.

A causa delle modifiche introdotte nella disciplina (cfr. punto successivo), secondo quanto indicato nella circolare n. 12/E/2017, par. 4, il divieto di cumulo trova applicazione con riferimento alle acquisizione dei beni effettuate entro il 28 febbraio 2017, secondo le regole generali dell’art. 109 TUIR.

Il divieto di cumulo riguarda solo le agevolazioni qualificate come aiuti di Stato e non anche le altre agevolazioni (ad esempio: super ammortamento) che, essendo di portata generale, non rappresentano aiuti di Stato (in tal senso, la circolare n. 34/E/2016, par. 7).

  • Bonus investimenti effettuati dal 1° marzo 2017

Il comma 102 dell’art. 1 della legge n. 208/2015, come modificato dall’art. 7-quater del decreto legge n. 243/2016, prevede invece la possibilità di cumulare il credito d’imposta del precedente comma 98 con tutti gli aiuti di Stato, compresi gli aiuti de minimis, che abbiano ad oggetti i medesimi investimenti, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle relative discipline comunitarie di riferimento.

In pratica, è possibile cumulare il credito d’imposta con altro aiuto di Stato (sempre che la disciplina di quest’ultimo non lo vieti espressamente), fermo restando che l’importo massimo di aiuto non può superare l’equivalente sovvenzione lorda prevista per la tipologia di impresa (PMI o grande) e per la localizzazione dell’investimento.

Il divieto di cumulo riguarda solo le agevolazioni qualificate come aiuti di Stato e non anche le altre agevolazioni (ad esempio: super ammortamento) che, essendo di portata generale, non rappresentano aiuti di Stato.

CONTINUA==> … LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE – 12 pagine – NEL PDF QUI SOTTO==>

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Vito Dulcamare
21 marzo 2018

 

Leggi anche il nostro articolo precedente sul Bonus per il Mezzogiorno===>

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