Associazioni e società sportive dilettantistiche: le semplificazioni del regime forfetario

Le associazioni sportive dilettantistiche possono fruire, per le attività commerciali eventualmente esercitate, del regime forfetario disciplinato dalla legge n. 398/1991. In tale ipotesi è possibile fruire di numerose semplificazioni contabili. Tuttavia se tale regime dovesse essere applicato dalle società di capitali non lucrative, la cui costituzione è ammessa dall’art. 90 della legge n. 289/2002, il numero di obblighi risulterà inevitabilmente superiore.
In generale, i soggetti che hanno optato per il predetto regime forfetario, sono esonerati dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili previste dagli articoli 14 e seguenti del D.P.R. n. 600/1973. L’esonero è disposto dall’art. 2, comma 1 della predetta legge n. 398/1991.
Deve però considerarsi che le società di capitali non lucrative, anche se possono fruire delle agevolazioni e semplificazioni fiscali, e tra l’altro l’applicazione del predetto regime forfetario, sono tenute ad osservare le disposizioni del codice civile.
Pertanto tali soggetti sono comunque tenuti ad istituire il libro giornale e il libro degli inventari. Ciò in quanto le scritture contabili previste dal codice civile sono obbligatorie ad altri fini.
Il bilancio di esercizio è un documento sul quale confluiscono tanti interessi oltre a quelli del Fisco. I creditori, i finanziatori, le banche hanno interesse a verificare lo “stato di salute” della società. D’altra parte, anche in caso di fallimento, gli amministratori sarebbero inevitabilmente ritenuti responsabili ove, invocando le agevolazioni fiscali di cui alla citata legge n. 398/1991, non avessero istituito le scritture contabili obbligatorie previste dal codice civile.
Ai fini fiscali, tutti i soggetti che applicano il predetto regime forfetario, sono esonerati dagli obblighi di cui al titolo II del D.P.R. n. 633/1972, ed in particolare dall’obbligo di fatturazione. L’obbligo di emettere le fatture sussiste esclusivamente per le prestazioni di sponsorizzazioni e pubblicitarie, ovvero per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica.
E’ previsto l’esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi. Pertanto se l’associazione o la società sportiva gestisce un piccolo bar per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, non è obbligatorio né il rilascio della ricevuta fiscale, né dello scontrino fiscale. Non deve essere neppure presentata la dichiarazione annuale Iva.
Gli adempimenti si sostanziano nella conservazione e numerazione progressiva delle fatture di acquisto.
Sul fronte dei corrispettivi si deve provvedere ad effettuare un’annotazione cumulativa degli stessi nel registro conforme al prospetto approvato con il D.M. 11 febbraio 1997. L’annotazione può essere effettuata cumulativamente entro il giorno 15 del mese successivo con riferimento al mese precedente. Ad esempio i corrispettivi di marzo devono essere registrati entro il 15 aprile, ma l’Iva a debito confluisce nel periodo di liquidazione gennaio/marzo.
Non sono previste liquidazioni periodiche. Tuttavia l’Iva deve essere versata con periodicità trimestrale senza l’aggiunta a titolo di interessi della maggiorazione dell’1 per cento.
I soggetti in regime ex L. n. 398/1991 devono poi annotare distintamente nel modello di cui al D.M.  11 febbraio 1997, i proventi di cui all’articolo 25, comma 2, della legge n. 133 del 1999, che non costituiscono reddito imponibile, le plusvalenze patrimoniali, nonché le operazioni intracomunitarie ai sensi dell’articolo 47 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.
Ai sensi dell’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999, i pagamenti a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro che hanno optato per il regime di cui alla legge n. 398 del 1991 e i versamenti da queste effettuati sono eseguiti, se di importo …

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