Fermo amministrativo - limiti alle ganasce per gli automezzi a uso aziendale

fermoIl fermo si estende alla generalità dei beni mobili registrati (automobili, moto, imbarcazioni, aerei e rimorchi) e deve essere preceduto da una comunicazione preventiva di intimazione a pagare; lo stesso, ovviamente, deve essere, a pena di nullità, preceduto dalla regolare notifica della cartella di pagamento o dell’atto di accertamento esecutivo.

Non possono essere sottoposti a fermo amministrativo gli automezzi che, in quanto iscritti nel registro dei cespiti ammortizzabili, si presumono strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa. E’ consentito al debitore di opporsi all’iscrizione del fermo auto, sin dalla notifica del preavviso, qualora riesca a dimostrare che il mezzo di trasporto è necessario e strumentale all’attività di impresa o della professione.

L’iscrizione nel libro dei cespiti ammortizzabili prova la strumentalità

Secondo quanto previsto dal co. 2 dell’art. 86, D.P.R. 29/09/1973, n. 602 introdotto dall’art. 52, co. 1 lett. m-bis D.L. 21.06.2013, n. 69 (c.d. Decreto “del Fare”)[1], la procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall’agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri della comunicazione preventiva di fermo amministrativo.

Tale avviso dispone che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, l’Agente della riscossione esegue il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari.

Il debitore o i coobbligati, nel termine di 30 giorni dalla notifica, possono dimostrare all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione.

L’articolo 86 del Dpr 602/1973 prevede che il fermo amministrativo non possa essere disposto se, entro trenta giorni dalla notifica del preavviso, il contribuente fornisce dimostrazione della strumentalità dei beni mobili registrati (veicoli) «all’attività d’impresa o della professione» da lui svolta.

Dopo la notifica al debitore dell’avviso di esecuzione del fermo amministrativo, decorre un termine di 30 giorni entro il quale, oltre ad effettuare il pagamento, è possibile anche dimostrare all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale allo svolgimento dell’attività di impresa.

Questo perché se il contribuente, a causa del divieto di circolazione dei veicoli scaturente dal fermo, venisse privato della disponibilità dei mezzi e dunque della possibilità di lavorare, verrebbero meno la produzione di reddito e la creazione della liquidità finanziaria necessaria a far fronte al pagamento del debito nei confronti dell’erario (Ctr Sicilia, sentenza 1511/1/2018 del 9 aprile 2018).

Non possono essere sottoposti a fermo amministrativo gli automezzi che, in quanto iscritti nel registro dei cespiti ammortizzabili, si presumono strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa (Ctr Sicilia sentenza 2580/1/2018.)

La prova della «strumentalità» dei veicoli

L’art. 86, comma 2, D.P.R. n. 602/1973, consente alle imprese ed ai professionisti di dimostrare che il fermo amministrativo riguarda un mezzo strumentale nell’esercizio dell’attività così da bloccare la misura cautelare esperita dell’Agente di riscossione.

Il legislatore prevede il divieto della procedura di iscrizione del fermo di beni mobili nel caso in cui il debitore possa dimostrare che il bene è strumentale all’attività d’impresa o della professione.

Entro e non oltre i trenta giorni successivi alla notifica del preavviso di fermo amministrativo il contribuente dovrà accedere presso i locali dell’Agente di riscossione dimostrando che il bene è strumentale all’attività imprenditoriale o professionale.

Un mezzo di prova su base documentale idoneo a dimostrare il legame di «inerenza» del veicolo all’attività esercitata è l’esibizione all’Agente della riscossione di stralcio dei libri contabili – rectius…

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