Diritto di usufrutto su una autovettura: aspetti civilistici, Iva e reddituali

auto - commercialistatelematicoDiritto di usufrutto su una autovettura: quando in questo itervento parliamo di usufrutto intendiamo far riferimento ai beni deteriorabili (come una attrezzatura ovvero una autovettura), che vanno usati sempre nel rispetto dell’uso al quale sono destinati e che al momento dell’estinzione del contratto vanno restituiti nello stato in cui si trovano.

In presenza di atto di costituzione del diritto di usufrutto su beni mobili il concedente dovrà emettere la fattura rilevante ai fini iva all’atto della consegna del veicolo per l’intero corrispettivo pattuito. In ottica reddituale, invero, la quota del canone del corrispettivo pattuito dovrà essere imputata a ciascun periodo d’imposta in conformità al principio di competenza temporale.

DISCIPLINA GIURIDICA E CARATTERI DELL’ISTITUTO

ASPETTI GENERALI

L’usufrutto è un diritto reale minore regolato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile, consistente nella facoltà di godimento di un bene (utilizzandolo per il proprio vantaggio, potendo percepirne anche i frutti), limitata solo:

    • dal non poterne trasferire la proprietà principale;
    • al rispetto della destinazione economica impressavi dal proprietario.

Si tratta di un diritto reale di godimento su cosa altrui dal contenuto molto vasto: le facoltà dell’usufruttuario hanno infatti un’estensione che si approssima, pur senza raggiungerla, alla facoltà di godere delle cose spettante al proprietario, al quale residua la nuda proprietà.

Il diritto di usufrutto è sempre temporaneo. Non può infatti durare oltre la vita dell’usufruttuario o, se questo è una persona giuridica, oltre il termine di trent’anni.

L’usufrutto, che viene disposto contro il proprietario, può essere costituito anche a favore di una pluralità di viventi e, se disposto esplicitamente nell’atto che trattasi di usufrutto congiunto, opera fra questi il diritto di accrescimento, estinguendosi in questo caso l’usufrutto alla morte dell’ultimo superstite, diversamente, alla morte di ogni usufruttuario, la relativa quota si consoliderà con la nuda proprietà.

L’usufrutto si può costituire [1]:

    • contrattualmente (a titolo gratuito o oneroso);
    • per atto di ultima volontà(testamento);
    • per legge (per esempio il tipico diritto spettante ai genitori sui beni dei figli minori);
    • per usucapione;
    • per provvedimento di un giudice (per esempio la costituzione del diritto su uno solo dei coniugi a seguito della divisione dei beni).

Se la costituzione e’ volontaria, e oggetto del diritto sono beni immobili, l’atto di costituzione deve essere stipulato per iscritto e trascritto.

L’estinzione si può verificare:

    • per scadenza del termine;
    • per morte dell’usufruttuario;
    • per prescrizione estintiva ventennale;  
    • per la riunione dell’usufrutto e della proprietà in capo alla stessa persona (detta “consolidazione”);
    • per perimento dell’oggetto (art.1014 c.c.);
    • per l’abuso che l’usufruttuario faccia del suo diritto (vendendo i beni, deteriorandoli, etc.);
    • per rinuncia dell’usufruttuario. In questo caso si ha il “consolidamento” detto sopra, perche’ la nuda proprietà ritorna ad essere proprieta’ piena. Se riguarda beni immobili o beni mobili registrati deve avvenire per iscritto (non importa l’atto pubblico, basta la scrittura privata) ed e’ soggetta a trascrizione;
    • in conseguenza di un provvedimento ablatorio della Pubblica Amministrazione.

OGGETTO DELL’USUFRUTTO

Normalmente l’usufrutto ha per oggetto beni immobili o beni mobili.

Sono inclusi nell’usufrutto infatti, i beni deteriorabili (come una attrezzatura, ovvero una autovettura), che vanno usati sempre nel rispetto dell’uso al quale sono destinati e che al momento dell’estinzione dell’usufrutto vanno restituiti nello stato in cui si trovano.

L’obbligo fondamentale…

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