Diritto di usufrutto su una autovettura: aspetti civilistici, Iva e reddituali

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 22 settembre 2018



Quando parliamo di usufrutto, in questo intervento, intendiamo far riferimento ai beni deteriorabili (come una attrezzatura ovvero una autovettura), che vanno usati sempre nel rispetto dell'uso al quale sono destinati e che al momento dell'estinzione del contratto vanno restituiti nello stato in cui si trovano. In presenza di atto di costituzione del diritto di usufrutto su beni mobili il concedente dovrà emettere la fattura rilevante ai fini iva all’atto della consegna del veicolo per l’intero corrispettivo pattuito. In ottica reddituale, invero, la quota del canone del corrispettivo pattuito dovrà essere imputata a ciascun periodo d’imposta in conformità al principio di competenza temporale

auto - commercialistatelematicoDiritto di usufrutto su una autovettura: quando in questo itervento parliamo di usufrutto intendiamo far riferimento ai beni deteriorabili (come una attrezzatura ovvero una autovettura), che vanno usati sempre nel rispetto dell'uso al quale sono destinati e che al momento dell'estinzione del contratto vanno restituiti nello stato in cui si trovano.

In presenza di atto di costituzione del diritto di usufrutto su beni mobili il concedente dovrà emettere la fattura rilevante ai fini iva all’atto della consegna del veicolo per l’intero corrispettivo pattuito. In ottica reddituale, invero, la quota del canone del corrispettivo pattuito dovrà essere imputata a ciascun periodo d’imposta in conformità al principio di competenza temporale.

DISCIPLINA GIURIDICA E CARATTERI DELL’ISTITUTO

ASPETTI GENERALI

L'usufrutto è un diritto reale minore regolato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile, consistente nella facoltà di godimento di un bene (utilizzandolo per il proprio vantaggio, potendo percepirne anche i frutti), limitata solo:

    • dal non poterne trasferire la proprietà principale;
    • al rispetto della destinazione economica impressavi dal proprietario.

Si tratta di un diritto reale di godimento su cosa altrui dal contenuto molto vasto: le facoltà dell'usufruttuario hanno infatti un'estensione che si approssima, pur senza raggiungerla, alla facoltà di godere delle cose spettante al proprietario, al quale residua la nuda proprietà.

Il diritto di usufrutto è sempre temporaneo. Non può infatti durare oltre la vita dell'usufruttuario o, se questo è una persona giuridica, oltre il termine di trent'anni.

L'usufrutto, che viene disposto contro il proprietario, può essere costituito anche a favore di una pluralità di viventi e, se disposto esplicitamente nell'atto che trattasi di usufrutto congiunto, opera fra questi il diritto di accrescimento, estinguendosi in questo caso l'usufrutto alla morte dell'ultimo superstite, diversamente, alla morte di ogni usufruttuario, la relativa quota si consoliderà con la nuda proprietà.

L'usufrutto si può costituire [1]:

    • contrattualmente (a titolo gratuito o oneroso);
    • per atto di ultima volontà(testamento);
    • per legge (per esempio il tipico d