Intimazione di pagamento, atto impugnabile

di Davide Di Giacomo

Pubblicato il 30 agosto 2018



Il ricorso proposto avverso l’intimazione di pagamento è impugnabile dinanzi al giudice tributario in quanto contiene tutti i requisiti dell’atto impositivo. Il principio è contenuto in una recente sentenza della CTP di Rieti in cui si afferma che l’intimazione di pagamento, al pari dell’avviso di accertamento o di liquidazione di un tributo, è l’atto cui l’A.F. comunica al contribuente una definita pretesa tributaria

Il ricorso proposto avverso l’intimazione di pagamento è impugnabile dinanzi al giudice tributario in quanto contiene tutti i requisiti dell’atto impositivo.

Il principio è contenuto nella recente sent. n. 50/2018 della CTP di Rieti in cui si afferma che l’intimazione di pagamento, al pari dell’avviso di accertamento o di liquidazione di un tributo, è l’atto cui l’AF comunica al contribuente una definita pretesa tributaria.

Il legislatore con l’art. 50, comma 2, del Dpr n. 602/1973 stabilisce che “se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’articolo 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni”.

Circa la natura giuridica, l’intimazione di pagamento è un atto anticipatorio dell’azione dell’Agenzia delle Entrate- Risc