Appalto di lavoro: chi risponde delle violazioni contributive e previdenziali

Cosa succede quando nell’ambito di un appalto vengono riscontrate inadempienze di tipo retributivo e contributivo nei confronti dei lavoratori impiegati nell’esecuzione dello stesso? E soprattutto, cosa succede quando tale appalto non è genuino?

Cosa succede quando nell’ambito di un appalto vengono riscontrate inadempienze di tipo retributivo e contributivo nei confronti dei lavoratori impiegati nell’esecuzione dello stesso? E soprattutto, cosa succede quando tale appalto non è genuino? Ciò è stato chiarito da una recente Circolare dell’Ispettorato del Lavoro, utile al fine di uniformare l’attività di vigilanza posta in essere da parte delle strutture territoriali del medesimo.

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La Circolare recante chiarimenti

La necessità di emanare una Circolare allo scopo di fornire chiarimenti in relazione all’appalto di lavoro sorge  non solo per la necessità di chiarire come debba essere calcolata la contribuzione e la retribuzione dovuta ai lavoratori, ma anche per stabilire chi ne è responsabile e quali siano le specifiche modalità che dovranno essere seguite per recuperare le inadempienze contributive e retributive nei confronti degli operatori economici interessati, in caso di violazione, anche alla luce delle ultime opinioni giurisprudenziali formatesi in materia.

Quanto detto finora è stato chiarito dalla Circolare n. 10 dell’11 luglio 2018 dell’Ispettorato del Lavoro.

L’appalto di lavoro

Prima di specificare quanto chiarito da parte dell’Ispettorato del Lavoro con il citato documento di prassi, è opportuno fare un piccolo accenno a quanto previsto in materia di appalto, e soprattutto ai rapporti tra committente e utilizzatore in caso di appalto di lavoro: è infatti di importanza fondamentale sottolineare la differenza sostanziale tra la tipologia dell’appalto di lavoro da quella della somministrazione di lavoro.

L’appalto – in generale – è quel contratto con il quale un soggetto definito “appaltatore” si assume il compito di eseguire un’opera o svolgere un servizio a favore di un altro beneficiario; nel caso specifico, quando l’appalto riguarda il lavoro, l’appaltatore gestisce l’organizzazione dei mezzi per l’esecuzione dell’opera o del servizio curandosi dell’organizzazione del lavoro e dei mezzi necessari per il suo svolgimento (per “organizzazione dei mezzi” si intende l’esercizio del potere organizzativo e direttivo, e finanche l’assunzione del rischio di impresa da parte dell’appaltatore), mentre il somministratore si limita solamente a mettere a disposizione dell’imprenditore la manodopera, senza curarsi dell’organizzazione del lavoro e dei mezzi necessari per il suo svolgimento.

Prevede infatti l’art. 29, c. 1, D.Lgs. n. 276/2003 che “[…] il contratto di appalto, stipulato e regolamentato ai sensi dell’articolo 1655 del codice civile, si distingue dalla somministrazione di lavoro per la organizzazione dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore, che può anche risultare, in relazione alle esigenze dell’opera o del servizio dedotti in contratto, dall’esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto, nonché per la assunzione, da parte del medesimo appaltatore, del rischio d’impresa”.

L’appalto irregolare

Esistono delle casistiche in cui l’appalto viene definito “irregolare”, e cioè quando non vengono rispettati i limiti imposti da parte della normativa. Un caso in cui l’appalto si intende irregolare è quello in cui si realizza una somministrazione di lavoro senza i requisiti fondamentali per accedervi: in tal caso il lavoratore impiegato in maniera irregolare può rivolgersi al giudice affinché stabilisca un rapporto di lavoro subordinato tra il lavoratore e il committente.

Al fine di tutelare sé stesso, il lavoratore potrà adire direttamente il giudice del lavoro allo scopo di ottenere quanto gli è dovuto, pretendendo che il committente e gli eventuali subappaltatori siano tenuti a pagare le spettanze dei lavoratori in solido, comprese:

  • le quote di trattamento di fine rapporto;
  • i contributi previdenziali;
  • i premi assicurativi.

La depenalizzazione dell’appalto irregolare

Il D.Lgs. n. 8/2016 ha fatto in modo di…

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