Appalto di lavoro: chi risponde delle violazioni contributive e previdenziali

di Antonella Madia

Pubblicato il 23 luglio 2018



Cosa succede quando nell'ambito di un appalto vengono riscontrate inadempienze di tipo retributivo e contributivo nei confronti dei lavoratori impiegati nell'esecuzione dello stesso? E soprattutto, cosa succede quando tale appalto non è genuino?

Cosa succede quando nell'ambito di un appalto vengono riscontrate inadempienze di tipo retributivo e contributivo nei confronti dei lavoratori impiegati nell'esecuzione dello stesso? E soprattutto, cosa succede quando tale appalto non è genuino? Ciò è stato chiarito da una recente Circolare dell'Ispettorato del Lavoro, utile al fine di uniformare l'attività di vigilanza posta in essere da parte delle strutture territoriali del medesimo.

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La Circolare recante chiarimenti

La necessità di emanare una Circolare allo scopo di fornire chiarimenti in relazione all’appalto di lavoro sorge  non solo per la necessità di chiarire come debba essere calcolata la contribuzione e la retribuzione dovuta ai lavoratori, ma anche per stabilire chi ne è responsabile e quali siano le specifiche modalità che dovranno essere seguite per recuperare le inadempienze contributive e retributive nei confronti degli operatori economici interessati, in caso di violazione, anche alla luce delle ultime opinioni giurisprudenziali formatesi in materia.

Quanto detto finora è stato chiarito dalla Circolare n. 10 dell’11 luglio 2018 dell’Ispettorato del Lavoro.

L’appalto di lavoro

Prima di specificare quanto chiarito da parte dell'Ispettorato del Lavoro con il citato documento di prassi, è opportuno fare un piccolo accenno a quanto previsto in materia di appalto, e soprattutto ai rapporti tra committente e utilizzatore in caso di appalto di lavoro: è infatti di importanza fondamentale sottolineare la differenza sostanziale tra la tipologia dell’appalto di lavoro da quella della somministrazione di lavoro.

L'appalto – in generale – è quel contratto