Il trattamento contabile del leasing e le relative implicazioni sulla rappresentazione economica e finanziaria della società

L’articolo approfondisce le novità della disciplina del contratto di leasing a seguito della legge su mercato e concorrenza del 2017. In particolare ci si sofferma sui metodi di contabilizzazione: metodo patrimoniale e metodo finanziario

Nel nostro attuale ordinamento contabile il contratto di leasing o locazione finanziaria viene disciplinato secondo il metodo patrimoniale che prevede, principalmente, di registrare i canoni di leasing tra i Costi per Godimento dei Beni di Terzi e di suddividere il maxi-canone (vale a dire la prima maxi-rata pagata all’inizio del rapporto contrattuale) lungo tutta la durata del rapporto contrattuale tramite l’utilizzo dei Risconti Attivi.

Allo scadere del contratto di leasing, in caso di esercizio dell’opzione del riscatto da parte dell’utilizzatore, il bene sarà iscritto tra i cespiti al valore di riscatto.

Si tratta di una metodologia di contabilizzazione che non rispecchia la sostanza dell’operazione ed, infatti, il legislatore, per le società che non redigono il bilancio in forma abbreviata, ha previsto l’obbligo di inserire, nella nota integrativa, gli effetti sul reddito dell’esercizio e sul patrimonio netto dell’azienda derivanti dall’applicazione del metodo finanziario ai contratti di leasing (comma 22 dell’articolo 2427 del codice civile).

Il 29 agosto 2017 è entrata in vigore la Legge per il mercato e la concorrenza n. 124/2017 del 4 agosto 2017, recante «disposizioni finalizzate a rimuovere ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi del diritto dell’Unione europea in materia di libera circolazione, concorrenza e apertura dei mercati, nonchè delle politiche europee in materia di concorrenza».

La novella legislativa, all’art. 1, comma 136 e ss., introduce una definizione del contratto di leasing finanziario seguita da una compiuta disciplina relativa agli effetti e alle conseguenze della risoluzione per inadempimento e da norme di coordinamento con alcune disposizioni normative che, ancora oggi, si interessano a tale fattispecie contrattuale.

Per locazione finanziaria si intende il contratto con il quale la banca o l’intermediario finanziario iscritto nell’albo di cui all’articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, si obbliga ad acquistare o a far costruire un bene su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo fa mettere a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha diritto di acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito ovvero, in caso di mancato esercizio del diritto, l’obbligo di restituirlo”.

La definizione del rapporto di locazione finanziaria ha quindi trovato una sua interpretazione giuridica. Resta ora di modificare le modalità di contabilizzazione poiché, come detto, l’utilizzo del metodo patrimoniale non è coerente alle caratteristiche sostanziali del contratto che è, di fatto, una forma di acquisto di un bene materiale con la previsione di un pagamento a rate e che può definirsi alternativo all’erogazione di un mutuo.

Seguendo il metodo finanziario (previsto anche dai principi contabili internazionali, vedi IFRS n° 16), la società dovrebbe iscrivere il valore del bene (quello che nei contratti è comunemente definito valore della fornitura) tra le Immobilizzazioni Materiali trattandosi di un acquisto di un bene ad utilità pluriennale, il valore attuale delle rate di leasing a scadere va, invece, contabilizzato tra i debiti finanziari distinguendo tra le quote capitali che scadono entro i successivi 12 mesi (quindi esigibili entro un anno) e quelle, invece, oltre (esigibili oltre l’anno).

Dal punto di vista economico, la società dovrà contabilizzare gli ammortamenti calcolati sul costo di acquisto del bene ed in base alla vita utile prevista per lo stesso e gli interessi passivi di competenza dell’anno calcolati sul debito residuo (rappresentato dal valore…

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