Approvato il modello per la regolarizzazione delle attività depositate e somme detenute all’estero

Lo scorso 1 giugno l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento protocollo n. 110482/2018 al fine della richiesta di accesso alla procedura di regolarizzazione delle attività depositate e somme detenute all’estero.

Potranno accedere alla procedura le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia, in precedenza residenti all’estero e iscritte all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) o coloro i quali hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zona di frontiera o in Paesi limitrofi e che, non hanno correttamente adempiuto agli obblighi di monitoraggio fiscale tramite la compilazione del quadro RW.

La procedura avrà il fine di regolarizzare le violazioni degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1, D.L. n. 167/1990, nonché degli obblighi dichiarativi ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVAFE, relative alle attività depositate e alle somme detenute sui conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero alla data del 6 dicembre 2017, data di entrata in vigore della Legge n. 172 del 2017.

La regolarizzazione è esclusa per gli investimenti patrimoniali detenuti all’estero, per le attività e le somme già oggetto di collaborazione volontaria ai sensi della Legge n. 186/2014 e del D.L. n. 153/2015 e qualora il contribuente abbia ricevuto un avviso di accertamento o atto di contestazione relativamente alle attività e annualità oggetto di regolarizzazione.

La procedura menzionata prevede la presentazione telematica di un’apposita istanza denominata “Richiesta di accesso alla procedura di regolarizzazione delle attività depositate e delle somme detenute all’estero”, con la quale i diretti interessati o gli eredi attestano che le attività depositate e le somme detenute all’estero in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale, derivano da redditi di lavoro dipendente o autonomo svolto in via continuativa all’estero ovvero dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero di prestazione della propria attività.

Nella suddetta istanza dovranno conseguentemente essere indicate le annualità in cui sono state commesse le violazioni e, in caso di violazioni commesse con riguardo ad attività depositate e somme detenute in Paesi black list, opererà il raddoppio dei termini ai fini della regolarizzazione.

Gli interessati a regolarizzare la propria posizione attraverso la presentazione della suddetta istanza, dovranno procedere anche alla liquidazione degli importi dovuti.Gli importi dovuti a titolo di imposte, sanzioni e interessi sono pari al 3% del valore delle attività e/o giacenze al 31dicembre 2016 ma, qualora il valore delle attività e/o giacenze sia pari a 0 o abbia valore negativo, il 3% dovrà essere calcolato sul valore delle attività e/o giacenze nell’anno immediatamente precedente al 2016 con valore superiore a 0.

Per procedere alla regolarizzazione, entro il 1 ottobre 2018 andrà effettuato il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31.12.2016 tramite il modello F24 Elide, senza possibilità di compensazione, in unica soluzione o i 3 rate mensili di pari importo con scadenze:

• 1° rata entro il 01.10.2018 (30.09.2018 cade di domenica);
• 2° rata entro il 31.10.2018 con la maggiorazione di interessi pari allo 0,3% annuo;
• 3° rata entro il 30.11.2018 con la maggiorazione di interessi pari allo 0,3% annuo.

L’istanza di regolarizzazione invece dovrà essere presentata entro il 31 luglio 2018 esclusivamente in modalità telematica direttamente dal contribuente (Fisconline) o tramite un intermediario abilitato (Entratel).

In ultimo, il contribuente dovrà avere premura anche di inviare tramite PEC una relazione accompagnatoria all’istanza con la quale rappresentare analiticamente:

• l’ammontare delle attività depositate e/o delle somme detenute oggetto di regolarizzazione nonché i dati rilevanti per la loro determinazione;
• la determinazione dei redditi prodotti all’estero da cui derivino le attività depositate e/o le somme detenute;
• il corrispettivo della vendita dei beni immobili detenuti nello Stato estero di prestazione della propria attività lavorativa in via continuativa, nel caso in cui le attività depositate e/o le somme detenute da regolarizzare derivino dalla vendita di tali beni immobili;
• il valore delle attività e/o della giacenza al 31 dicembre 2016 ovvero, nel caso in cui il valore a tale data sia pari a zero o negativo, al 31 dicembre dell’anno immediatamente precedente al 2016 con valore superiore a zero;
• l’individuazione degli eventuali maggiori imponibili, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e/o dell’IVAFE, in relazione ai quali sono state commesse violazioni dichiarative da regolarizzare con la procedura di emersione.

23 giugno 2018

Gianfranco Costa e Francesco Burzacchi

QUESTO ARTICOLO E' TRATTO DALLA NOSTRA CIRCOLARE SETTIMANALE

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