Patent Box nella dichiarazione 2018 dei redditi delle Società di capitali

Le novità introdotte dal legislatore in materia di patent box hanno particolare impatto negli adempimenti dichiarativi del modello redditi società di capitali 2018; con il presente commento si analizzano i quadri da compilare per l’esercizio dell’opzione per la tassazione agevolata e le opzioni pregresse sui marchi agevolati.

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Il modello redditi società di capitali 2018 prevede nuovi adempimenti dichiarativi connessi al regime agevolato del Patent Box; di seguito si analizzano le principali novità contenute quest’anno nel citato modello dichiarativo.

Occorre evidenziare preliminarmente che è operativo il D.M. del 28 novembre 2017, emanato dal Ministro dello Sviluppo Economico – MISE – di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, dal titolo “Revisione del regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili” che recepisce le modifiche introdotte dal legislatore con la Manovra Correttiva 2017 che ha introdotto l’esclusione dei marchi di impresa dall’ambito oggettivo di applicazione del beneficiario, con riferimento alle opzioni esercitate successivamente al 31 dicembre 2016 (in sostanza per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, cioè dal 2017); il citato D.M. sostituisce il precedente D.M. del 30 luglio 2015.

La legge di Stabilità 2015, veicolata nella legge 190/2014, ha introdotto, nel nostro ordinamento, il cd. Patent box, un regime di tassazione agevolata su base opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali; tale regime si applica a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa residenti nel territorio dello Stato e a quelli residenti in Paesi con i quali sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e lo scambio di informazioni sia effettivo, con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, alla quale devono essere attribuiti i beni immateriali agevolabili.

Con un avviso apparso sulla Gazzetta Ufficiale n. 244, del 20 ottobre 2015, il Ministero dello Sviluppo economico ha comunicato l’avvenuta pubblicazione, sul proprio sito istituzionale, del decreto interministeriale 30 luglio 2015, sul Patent box (cd. decreto attuativo).

Con la successiva pubblicazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 novembre 2015, è stato approvato, lo schema di comunicazione da utilizzare per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014.

Come anticipato la Manovra Correttiva 2017 (art. 56, D.L. 50/2017) modifica la disciplina del Patent box, escludendo i marchi dal novero dei beni agevolabili ed includendo, invece, nel novero dei redditi che beneficiano del regime speciale anche quelli derivanti dall’utilizzo congiunto di beni immateriali, legati da vincoli di complementarietà, a specifiche condizioni di legge.

Il D.M. del MISE del 28 novembre 2018 reca disposizioni sulla tassazione agevolata sui redditi derivanti da:

  • alcune tipologie di software protetti da copyright;
  • brevetti industriali;
  • disegni e modelli;
  • processi, formule e informazioni relative ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, purché giuridicamente tutelabili.

Chi può beneficiare dell’agevolazione

I soggetti beneficiari dell’agevolazione in parola sono:

  • le persone fisiche che esercitano imprese commerciali ai sensi dell’articolo 55, del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917;
  • i soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b) del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917; trattasi di società per azioni e in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione, nonché le società europee di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001 e società…
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