Patent box le valutazioni sull’impatto 2018 delle novità legislative; possibili importanti risparmi d'imposta

le novità per il patent box per il 2018, tra le quali purtroppo l’esclusione dei marchi; si tratta di una normativa molto interessante per gli imprenditori in quanto il patent box può consentire un notevole risparmio di imposte

Arriva il nuovo decreto Mise-Mef che, nel sostituire la normativa previgente, recepisce le novità contenute nel Dl 50/2017. Fuori i marchi, quindi, dalle opzioni per il patent box presentate successivamente alla data del 31 dicembre 2016. Il nuovo decreto introduce, inoltre, le disposizioni di coordinamento e disciplina del periodo transitorio (cosiddetto grandfathering) per i marchi d’impresa nonché individua le modalità per l’effettuazione dello scambio spontaneo di informazioni con i Paesi terzi membri dell’Inclusive Framework on Beps con i quali è in vigore uno strumento giuridico che lo consente.

Introduzione al patent box

Il patent box è il meccanismo di detassazione dei redditi derivanti dall’utilizzo diretto e indiretto di taluni beni immateriali. Introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, commi da 37 a 45 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190), il regime del patent box è stato oggetto, nel corso degli anni, di rilevanti modifiche. L’ultima, indubbiamente quella di maggiore incisività, avvenuta ad opera dell’articolo 56 del Dl 24 aprile 2017, n. 50 convertito nella Legge 21 giugno 2017, n. 96. Con la modifica in commento, infatti, il legislatore ha escluso i marchi d’impresa dal novero dei beni strumentali agevolabili.

Marchi fuori dal patent box

La correzione citata non è di poco conto visto che ha ristretto l’ambito oggettivo di applicazione del beneficio fiscale. Per avere un’idea di quanto sia stata penalizzante per le imprese, basti pensare che, fra tutti i beni immateriali, il maggior numero di opzioni presentate nel periodo antecedente alla modifica riguardava proprio i marchi. È, infatti, sufficiente confrontare i dati per comprendere l’entità del fenomeno: in testa alle istanze di adesione al patent box si registrano i marchi (36%), quindi il know-how (22%), brevetti (18%), disegni e modelli (14%) e software (10%).

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