Bilancio 2018: la valutazione della continuità aziendale alla luce del principio contabile OIC 11

Come noto il  nuovo Principio contabile Oic 11 in materia di “continuità aziendale”  ha effetto anche per i bilanci  aventi inizio dal 1° gennaio 2017 dettando in buona sostanza le seguenti regole:
a) cosa si intende per  “continuità aziendale”: trattasi della capacità dell’impresa di continuare a costituire un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro relativo ad un periodo di almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio;
b) crisi di impresa e continuità aziendale senza la presenza di una causa di scioglimento ex art. 2484 codice civile:  viene specificato che la crisi d’impresa nella redazione del bilancio  non è  elemento  sufficiente atto ad  abbandonare i criteri della continuità aziendale (in presenza di crisi aziendale tuttavia  tutti gli elementi in possesso degli amministratori devono essere valutati con estrema delicatezza  e nella Nota integrativa   bisogna  fornire in modo chiaro le informazioni relative ai “fattori di rischio” e ai “piani aziendali”  messi in atto per  fronteggiare la crisi aziendale).

Nota: gli Amministratori, in presenza di una situazione che impedisca il proseguimento della continuità aziendale, devono effettuare la valutazione del bilancio applicando i criteri di   funzionamento tenendo in considerazione  un limite temporale limitato.
Ad esempio nella valutazione delle  immobilizzazioni materiali ed immateriali  occorre applicare una  revisione della vita utile  e tenere in considerazione le perdite durevoli di valore (Oic 9) causate   dalla limitata prospettiva del loro impiego.
Occorre valutare i possibili rischi e le potenziai passività potenziali per inadempimenti contrattuali e le  copertura dei derivati (Oic 32) che potrebbero saltare.
Infine anche le  imposte anticipate  dovrebbero essere oggetto di approfondimento al fine di valutare in maniera corretta la loro  recuperabilità.
Il nuovo principio contabile OIC 11 sospende di fatto quanto disposto dal principio contabile nazionale  OIC 5 in materia di  “Bilanci di liquidazione” (si rammenta che secondo l’OIC 5, in mancanza dei presupposti della continuità aziendale, “gli amministratori, nella redazione del bilancio, devono applicare i criteri liquidatori).

c) crisi di impresa e continuità aziendale in  presenza di una causa di scioglimento ex art. 2484 codice civile:  se oltre alla manifestazione della mancanza della continuità aziendale si verifica una causa di scioglimento ex articolo 2484  del codice civile  il bilancio dove  essere predisposto secondo criteri di funzionamento  ma senza prospettiva di continuazione (non viene considerato  l’arco temporale futuro relativo ad un periodo di almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio).
Tale comportamento deve essere assunto anche quando la causa di scioglimento interviene  dopo la chiusura dell’esercizio ma prima della data di redazione del bilancio.
LA CONTINUITA’ AZIENDALE: GLI INDICI PRINCIPALI DA CONSIDERARE
Gli amministratori e i revisori devono  dimostrare e verificare che le prospettive future non siano tali da compromettere il requisito della continuità aziendale e, quindi, la redazione dei bilanci secondo gli ordinari principi (costo storico).

Nota: un’impresa si può definire in  continuità aziendale quando attraverso la propria attività  risulta in grado di soddisfare i seguenti requisiti:
a) soddisfare le aspettative dei soggetti che apportano capitale di rischio e dei prestatori di lavoro;
b) mantenere l’equilibrio economico della gestione ovvero di conseguire un ammontare di ricavi almeno equiparato ai costi sostenuti;
c) soddisfare l’equilibrio finanziario della gestione  ovvero riuscire a far fronte alle uscite con le entrate monetarie.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO:
1) IAS 1:  a  livello internazionale  il “going concern” è  regolato dal principio …

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