Bilancio 2018: aspetti civilistici e fiscali dell'accantonamento per oneri e rischi

Premessa generale
Come noto l’art. 2424-bis del codice civile detta le regole a cui gli amministratori si devono ispirare per il loro eventuale stanziamento ovvero “la competenza economica” (devono riferirsi a fatti inerenti all’esercizio) e la “prudenza” (devono stanziare tali accantonamenti al fine di rappresentare in modo chiaro, veritiero e corretto la situazione aziendale).
Lo stesso Codice civile prevede che i “Fondi oneri e rischi” sono riferibili a passività di natura certa riferite a componenti negativi di competenza del periodo oggetto della chiusura del bilancio (questi stanziamenti devono essere fatti secondo stime realistiche tenendo in considerazione tutte le informazioni utili alla loro valutazione).
Vi è da dire infine che anche il principio contabile OIC  31, applicabile nella nuova versione a partire dai bilanci degli esercizi iniziati a far data dal 1° gennaio 2016, ha introdotto alcune significative novità (lo stanziamento di tali voci in bilancio determina l’analisi della probabilità che viene attribuita al verificarsi di un evento futuro che può essere:
– probabile;
– possibile o remoto (dipende dal fatto che tali eventi si avverino o meno e la classificazione del “grado di probabilità” dell’accadimento inciderà sulla necessità di procedere o meno con la rilevazione di un fondo per rischi e oneri).

Nota: il principio OIC 31 ha previsto specificatamente delle regole di prima applicazione, ha introdotto una specifica voce (B.3 dello Stato patrimoniale) destinata ad accogliere la rilevazione dell’eventuale fair value negativo degli strumenti finanziari derivati e ha soppresso l’attualizzazione del valore dei fondi rischi e oneri.
Secondo il principio contabile OIC 31 si possono identificare le seguenti casistiche:
a) fondi per rischi e oneri: consistono in poste di bilancio destinate a rappresentare “passività di natura determinata, certe o probabili, i cui valori sono solo stimati da parte del redattore del bilancio (passività “potenziali” che si sono già manifestate alla data di chiusura del bilancio ma oggetto di incertezze);
b) fondi per “oneri”: accolgono le passività di natura determinata ed esistenza certa, stimate nell’importo e connesse a obbligazioni già assunte dall’impresa alla data di chiusura del bilancio, ma che avranno la loro manifestazione in un esercizio successivo.  
Occorre rammentare che al termine di ciascun esercizio i fondi per rischi e oneri dovranno essere oggetto di aggiornamento della stima sulla base dell’acquisizione di nuove ed “eventuali variazioni dovute ad aggiornamenti della stima “non rappresentano “errori” di bilancio (OIC 29).
Il principio contabile OIC 31 stabilisce che  l’utilizzo del fondo per rischi e oneri  in presenza  di spesa interamente coperta dal fondo stesso non impatta in nessun modo sul conto economico mentre , in caso contrario, ovvero  quando  il fondo non è capiente, la differenza negativa deve essere rilevata nel Conto economico dell’esercizio in cui essa si manifesta ( in presenza di differenza positiva occorre contabilizzare l’importo nella Voce A.5 “Altri ricavi e proventi” ogni qualvolta si tratti di un fondo creato con accantonamenti rilevati nella Voce B del Conto economico).
Vi sono infine alcune informazioni relative agli stanziamenti che devono essere riportate nella Nota integrativa (come ad esempio: criteri applicati nelle valutazioni delle varie voci di bilancio; variazioni intervenute nelle consistenze delle altre voci dell’attivo e del passivo e, in particolare, anche per i fondi la formazione e le utilizzazioni; composizione della voce “Altri fondi”).

 
GLI ACCANTONAMENTI PER ONERI E RISCHI PREVISTI DAL TUIR E LA DEDUCIBILITA’ FISCALE
La norma è regolata dall’art. 107 del TUIR che prevede un meccanismo di accantonamento piuttosto rigido relativo a specifiche voci:

lavori ciclici di manutenzione e revisione navi e …

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