Il ravvedimento delle Liquidazioni Periodiche IVA

Oggi pomeriggio video conferenza: Le novità IVA per il 2018 e la dichiarazione annuale 2017; relatore Dott. Nicola Forte – due crediti formativi

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L’Agenzia delle entrate ha chiarito la natura della trasmissione dei dati relativi alle liquidazioni Iva. Secondo la Risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017 l’adempimento ha “valore” di mera comunicazione. Conseguentemente l’indicazione incide sulle modalità da seguire nell’ipotesi di ravvedimento operoso qualora debba essere regolarizzata l’omissione dell’adempimento, ovvero l’indicazione di dati incompleti o inesatti.

Il documento di prassi chiarisce che se la regolarizzazione non viene effettuata prima della presentazione della dichiarazione Iva annuale, il modello di dichiarazione Iva rappresenta l’unico mezzo per “rimuovere” la violazione. Infatti, nel caso in cui il contribuente non regolarizzi la violazione compilando correttamente il quadro VH, relativo alle liquidazioni periodiche, deve procedere alla presentazione di una dichiarazione Iva annuale integrativa.

In tale ipotesi deve versare una sanzione ridotta sia per effettuare la rettifica/integrazione della dichiarazione Iva annuale, sia per la “correzione” o “omissione” dei dati delle liquidazioni Iva da effettuarsi tramite la compilazione integrale del quadro VH

Il ravvedimento senza la compilazione del quadro VH

Preliminarmente l’Agenzia delle entrate ha osservato, con la citata Ris. n. 104/E del 2017, che la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche rappresenta da una parte un adempimento autonomo rispetto agli obblighi dichiarativi, tuttavia è propedeutico alla dichiarazione annuale.

Le eventuali violazioni commesse, come la mancata comunicazione dei dati, ovvero la comunicazione di dati incompleti o inesatti, possono essere regolarizzate precedentemente alla presentazione della dichiarazione Iva annuale.

In tale ipotesi, il contribuente avrà “rimosso” l’adempimento sin dall’origine. Pertanto, come precisato dalle istruzioni alla dichiarazione, non si dovrà procedere alla compilazione del quadro VH presente all’interno del modello annuale. In ogni caso il ravvedimento operoso si considererà correttamente effettuato, e quindi in grado di esplicare i suoi effetti, dopo aver effettuato la trasmissione dei dati relativi alla liquidazione periodica omessa o da correggere seguito dal versamento spontaneo della sanzione ridotta.  L’art. 11, comma 2 – ter del D.Lgs n. 471/1997 prevede per l’omessa, incompleta o infedele trasmissione dei dati delle liquidazioni periodiche l’irrogazione di una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 2.000 euro. La sanzione risulta ridotta alla metà, quindi la penalità è compresa tra 250 e 1.000 euro, qualora la regolarizzazione venga effettuata entro i quindici giorni successivi rispetto alla scadenza originaria.

Secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle entrate la sanzione da prendere in considerazione ai fini del computo ravvedimento subisce la predetta riduzione del 50 per cento a seconda se la correzione, con l’invio della comunicazione dei dati, venga effettuato entro o oltre i quindici giorni rispetto alla scadenza originaria. E’ dunque irrilevante, al fine della predetta riduzione, il momento in cui viene versata la sanzione. Si tratta di una precisazione estremamente significativa.

Ad esempio si consideri l’adempimento relativo alle liquidazioni del II° trimestre dell’anno 2017. La scadenza era fissata al 16 settembre 2017. Se la correzione è stata effettuata entro 1° ottobre 2017 la sanzione base per il calcolo del ravvedimento risulterà pari a 250,00 euro, in quanto l’importo di 500 euro deve essere ridotto alla metà. Invece se la l’invio dei dati è stato effettuato dal 2 ottobre 2017 in avanti, il computo del ravvedimento avrebbe dovuto essere effettuato partendo dall’importo di 500 euro. Dopo aver individuato la sanzione base la stessa deve essere ridotta da 1/9 a 1/5…

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