La forza maggiore è esimente dalle sanzioni tributarie

le cause di forza maggiore possono rappresentare delle esimenti dall’applicazione della sanzioni tributarie in quanto rappresentano motivi che non permettono al contribuente di rispettare gli obblighi tributari: in questo articolo analizziamo quando gli omessi versamenti per difficoltà economico-finanziarie possono configurarsi “forza maggiore”

Dettato normativo

L’articolo 6, comma 5, del decreto legislativo 472/1997, che disciplina le cause di non punibilità, esonera dal pagamento delle sanzioni se la violazione viene commessa per «forza maggiore». Il Legislatore esclude la punibilità, per  difetto di colpevolezza, per il contribuente che abbia commesso l’illecito tributario a cagione di un evento di forza maggiore.

Detta norma riprende il contenuto dell’art. 8 D.Lgs. 546/92 e di altre previsioni disseminate nell’ordinamento, ma abbraccia un ambito più vasto. Accanto all’errore incolpevole ed alle violazioni determinate da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle norme e quelle che discendono da indeterminatezza dei modelli per le dichiarazioni o per il pagamento, la norma giustifica anche le violazioni causate da un comportamento dell’amministrazione e prevede che le sanzioni possano essere disapplicate anche dagli uffici

 

Forza maggiore

La forza maggiore va vista come una causa esterna[1] ovvero  estraneo  alla volontà del contribuente, che obbliga il contribuente stesso a comportarsi in modo difforme da quanto voluto e che lo costringe a commettere la violazione tributaria a causa di un evento imprevisto, imprevedibile e irresistibile (Cassazione ordinanza n. 3049 dell’8 febbraio 2018).

La nozione di forza maggiore, in materia fiscale, «comporta la sussistenza di un elemento oggettivo, relativo alle circostanze anormali ed estranee all’operatore, e di un elemento soggettivo, costituito dall’obbligo dell’interessato di premunirsi contro le conseguenze dell’evento anormale, adottando misure appropriate senza incorrere in sacrifici eccessivi». Inoltre, «sotto il profilo naturalistico, la forza maggiore si atteggia come una causa esterna che obbliga la persona a comportarsi in modo difforme da quanto voluto, di talché essa va configurata, relativamente alla sua natura giuridica, come una esimente poiché il soggetto passivo è costretto a commettere la violazione a causa di un evento imprevisto, imprevedibile e irresistibile, non imputabile a esso contribuente, nonostante tutte le cautele adottate».

Circostanze concrete

Costituiscono cause di esclusione delle sanzioni, per forza maggiore, le difficoltà economiche momentanee, che possono dipendere da vari fattori: ritardi nei pagamenti dei crediti delle imprese da parte dell’amministrazione pubblica[2], mancanza momentanea di liquidità[3] dovuta alla crisi economica, stato di malattia[4] che impedisce il normale svolgimento dell’attività professionale o imprenditoriale. Dunque, difficoltà economiche e mancanza di liquidità[5] impediscono il corretto adempimento degli obblighi fiscali. Ai sensi dell’art. 6, comma 5, del D.Lgs. n. 472 del 18/12/1997, che testualmente dispone “Non è punibile chi ha commesso il fatto per forza maggiore”, è illegittima l’irrogazione delle sanzioni amministrative per cause di forza maggiore. A tal fine, l’esimente della forza maggiore deve dipendere da fatti estranei [6] alla volontà del contribuente (CTP Lecce 05-06-2015 n. 2042 sez. 2).

6 marzo 2018

Isabella Buscema

***

[1] Per tale si intende ogni forza del mondo esterno che determina in modo necessario e inevitabile il comportamento del soggetto (i.e. interruzione delle comunicazioni, sciopero, ecc., che impediscano l’esecuzione dell’adempimento dovuto).

[2] Non sono dovute le sanzioni del 30% in caso di tardivi versamenti di imposta, qualora il contribuente dimostri che la violazione è stata causata dalla carenza di liquidità dovuta al mancato pagamento di crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. Questa circostanza, infatti, è idonea a rappresentare una causa di forza maggiore e, come tale, a escludere l’elemento soggettivo dell’illecito amministrativo. Sussiste la condizione di illiquidità in cui versa la società a causa degli ingenti e cronici crediti vantati nei confronti di enti pubblici e, dunque, la sua…

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