Ventilazione dei corrispettivi: le novità per la detrazione IVA

In base all’attuale formulazione normativa, modificata dal D.L. n. 50/2017, tale diritto può essere esercitato  al più tardi entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno in cui il tributo è divenuto esigibile.  A seguito della novella in alcuni casi il termine potrebbe risultare ristretto a soli quattro mesi dell’anno. La disciplina futura è ancora incerta essendo stato presentato un emendamento che prevede il “ripristino” del termine di due anni.

Parallelamente il medesimo D.L. n. 50/2017 ha modificato anche l’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972 prevedendo un termine di registrazione delle fatture di acquisto. La disposizione citata prevede che:

“Il contribuente deve numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma dell’articolo 17 e deve annotarle in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica nella quale e’ esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno”. L’inciso aggiunto, “con riferimento al medesimo anno,” può determinare un effetto sostanziale sulla modalità di ventilazione dei corrispettivi.

Secondo il vecchio testo normativo (dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972) e avendo riguardo al decreto ministeriale che disciplina la ventilazione (DM 24 febbraio 1973), i corrispettivi dovevano essere ventilati avendo riguardo all’esercizio in cui veniva materialmente effettuata la registrazione della fattura di acquisto.  Il criterio era dunque meramente cartolare. Al fine di comprendere l’impatto del nuovo art. 25 del decreto Iva è opportuno procedere con un esempio.

 

Si consideri il seguente caso e si proceda a verificare le modalità di ventilazione in base al testo dell’art. 25 previgente.

  • fattura di acquisto anno 2013: registrazione nel 2013 – il documento influenza la ventilazione dei corrispettivi del medesimo anno 2013;
  • fattura di acquisto 2013: registrazione nel 2014, esercizio del diritto alla detrazione nel 2014; il documento influenzava la ventilazione dei corrispettivi del 2014 (anno in cui avviene materialmente la registrazione)

Il riferimento, al fine di ventilare i corrispettivi del periodo d’imposta, è rappresentato unicamente  dalle fatture registrate nel medesimo anno relativamente al quale si effettua l’operazione. In base all’esempio sopra indicato si può osservare che la stessa fattura relativa al 2013 influenza la ventilazione dei corrispettivi negli anni 2013 o 2014 a seconda del periodo in cui risulta materialmente effettuata la registrazione. 

Invece a seguito del nuovo testo dell’art. 25 in rassegna le modalità di ventilazione cambiano secondo quanto indicato qui di seguito. 

  • fattura di acquisto anno 2017: registrazione nel 2017 – il documento influenza la ventilazione dei corrispettivi del medesimo anno 2017;
  • fattura di acquisto 2017: registrazione nel 2018, esercizio del diritto alla detrazione nel 2017; il documento influenza la ventilazione dei corrispettivi del 2017 (anno precedente a quello cui avviene materialmente la registrazione)

I due esempi differiscono per il fatto che, in base alla nuova disposizione, le fatture registrate nell’anno successivo, devono essere considerate al fine di ventilare i corrispettivi dell’anno precedente.  In pratica le predette fatture assolvono la finalità di fare da base anche per l’anno precedente. La diversa soluzione – rispetto alla vecchia norma – è dovuta alla modifica dell’art. 25 del decreto Iva con l’aggiunta dell’inciso “con riferimento al medesimo anno” (in cui il tributo è divenuto esigibile).

In pratica, se l’esigibilità dell’imposta riguarda il periodo di imposta 2017 ed il contribuente…

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