Associazioni sportive dilettantistiche: l'iscrizione al Registro del CONI

per società e associazioni sportive dilettantistiche diventa fondamentale l’iscrizione al Registro telematico nazionale gestito dal CONI ai fini del conseguimento delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge 289/2002

Le novità per le società sportive dilettantistiche non sono terminate con la legge di Bilancio del 2018. Dall’ 8 gennaio scorso è possibile accedere al nuovo applicativo che consente l’accesso al gestito dal CONI. Si tratta di un passaggio fondamentale per ottenere il “riconoscimento ai fini sportivi” come previsto dall’art. 90 delle legge n. 289 del 2002.

In mancanza del predetto riconoscimento, che rappresenta un ulteriore e ben distinto requisito rispetto all’affiliazione alla competente Federazione o a uno degli Enti di promozione riconosciuti dal CONI, il “soggetto” si considererà “non sportivo” e quindi perderà tutti i benefici fiscali previsti per il settore sportivo dilettantistico.

La necessità di iscriversi all’elenco gestito dal CONI riguarderà anche la nuova figura delle società di capitali lucrative sportive dilettantistiche. La nuova forma giuridica può essere utilizzata dal 1° gennaio 2018 a seguito delle novità previste dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205. Le agevolazioni fiscali applicabili sono un numero molto più limitato rispetto alle società ed associazioni non lucrative. Non si applica, ad esempio, la disciplina della decommercializzazione dei proventi di cui all’art. 148 del TUIR. Invece le “nuove” società possono beneficiare della riduzione dell’aliquota IRES dal 24 al 12 per cento. Per fruire dell’agevolazione è essenziale, però, essere iscritti nel predetto registro.

La nuova procedura dà concreta attuazione alla delibera del CONI del 18luglio 2017 rafforzando il ruolo istituzionale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Ai sensi dell’art. 7, comma 2 del D.L. 136/2004 il CONI è l’unico organismo certificatore circa l’effettività dello svolgimento dell’attività sportiva dilettantistica. La competenza del Comitato è meramente tecnica, come pure la competenza dei verificatori fiscali, Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza, non può estendersi oltre misura sollevando eccezioni aventi natura meramente sportiva.

Ad esempio ci si domanda se in sede di accesso, ispezione e verifica la Guarda di Finanza o l’Agenzia delle entrate possano contestare la natura sportiva qualora l’associazione sportiva vanti un numero di tesserati molto esiguo non partecipando, se non sporadicamente, a competizioni sportive. La risposta è sicuramente negativa per due ragioni. In primis, è solo il CONI l’unico Ente certificatore dell’effettività dell’attività sportiva. Si tratta di una valutazione meramente sportiva riconducibile esclusivamente alla competenza del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e non degli altri verificatori. Inoltre, ai sensi dell’art. 90 della citata legge n. 289/2002 l’attività didattica è una delle attività che possono essere esercitate dalle società ed associazioni sportive dilettantistiche. Pertanto, la partecipazione sporadica del sodalizio a campionati, tornei e simili non vale a dequalificare come non sportiva l’attività esercitata.

La competenza della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate è circoscritta al controllo degli atti costitutivi e degli statuti. I documenti devono essere conformi alle indicazioni previste dal citato art. 90 e degli art. 148 del TUIR e 4 del decreto Iva laddove ci si avvalga della disciplina della c.d. decommercializzazione dei proventi per le prestazioni effettuate nei confronti dei soci, associati, iscritti e partecipanti. In buona sostanza i verificatori devono verificare che le disposizioni statutarie siano coerentemente attuate. Questa seconda fase attiene, dunque, ai controlli sostanziali. I comportamenti di fatto tenuti dal sodalizio sportivo non devono contrastare rispetto alle previsioni dello statuto formalmente regolare

16 gennaio 2018

Nicola Forte

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