Detrazioni IVA per operazioni soggette a reverse charge

di Gianfranco Costa

Pubblicato il 10 novembre 2017

casi dubbi di reverse charge: l'errata applicazione dell'IVA in un'operazione soggetta a reverse charge, l'applicazione del reverse charge ad un'operazione soggetta ad IVA ordinaria, le sanzioni in capo al cessionario, la garanzia di neutralità dell'imposta...

Circolare Settimanale Commercialista TelematicoDalla sentenza della Corte di Giustizia Europea, causa n. C-564/15 del 26.4.2017, emergono due importanti principi in materia di reverse charge, ovvero:

  • l’errato versamento d’imposta da parte del fornitore nell’ambito di un’operazione assoggettata ad inversione contabile o al contrario da parte del cliente in un’operazione soggetta a regime ordinario non esclude il diritto dell’Erario di ottenere dal cliente / fornitore il riversamento dell’imposta assolta indebitamente dalla controparte;

  • in assenza di presunzioni di frode e di danno erariale è illegittima l’applicazione al cessionario di una sanzione proporzionale all’IVA versata in maniera irregolare.

La causa n. C-564/15 del 26.04.2017

Nella causa in oggetto i giudici comunitari si sono trovati a sentenziare in merito all’errata applicazione dell’IVA nella cessione di un hangar mobile realizzato in Ungheria nell’ambito di una vendita giudiziale al pubblico incanto.

Diversamente da quanto stabilito dall’articolo 199, paragrafo 1, lettera g) della Direttiva n. 2006/112/CE, che limita l’applicazione del reverse charge alle vendite all’asta di soli beni immobili, la legislazione nazionale ungherese prevede al contrario l’assoggettamento ad inversione contabile delle vendite all’asta non solo di beni immobili, ma anche di beni mobili. All’aggiudicatario del bene mobile (hangar) è stata, quindi, addebitata l’IVA considerato che la stessa:

  • è indetraibile per le autorità fiscali ungheresi;

  • doveva essere assoggettata ad imposta dallo stesso acquirente.

Concludendo, le autorità fiscali ungheresi hanno chiesto all’aggiudicatario il versamento dell’IVA, ed hanno irrogato allo stesso una sanzione per omessa applicazione del reverse charge, per un importo pari al 50% dell’imposta non versata.

Per tali ragioni l’aggiudicatario si è rivolto alla Corte di Giustizia Europea chiedendo se:

  • la legislazione ungherese interna, che prevede il riversamento dell’imposta detratta dall’acquirente di un bene o di un servizio nel caso in cui la controparte emetta fattura soggetta a reverse charge, fosse compatibile con la Direttiva comunitaria n. 2006/112/CE, e in particolare con il principio di proporzionalità e con gli obiettivi di neutralità fiscale e di prevenzione all’evasione fiscale;

  • la sanz