Obbligo di contraddittorio procedimentale

di Isabella Buscema

Pubblicato il 4 ottobre 2017

contraddittorio procedimentale: è valido l’avviso di accertamento che non menzioni le osservazioni presentate dal contribuente al PVC in base allo Statuto del Contribuente?

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L’art. 12, comma 7 della Legge n. 212/2000, dispone che “… Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare, entro sessanta giorni, osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza…“.

Contrasto giurispudenziale

Secondo un preciso orientamento l’organo procedente è giuridicamente tenuto a valutare tutti gli elementi probatori acquisiti, sia favorevoli che sfavorevoli al contribuente. Qualora, in particolare, il contribuente presenti una memoria contenente osservazioni e richieste ex art. 12, Legge n. 212/2000, in parziale controdeduzione ai rilievi formulate nel P.V.C. l’Ufficio è tenuto ad un riesame critico del processo verbale di constatazione redatto dall'organo investigativo specificando nell'ambito delle motivazioni dell'atto di accertamento se, ed in quale misura, le doglianze di parte hanno avuto effetti sull'accertamento definitivo, ovvero le ragioni per le quali le stesse sono risultate irrilevanti agli stessi fini.

In sostanza, la parte motiva dell’atto impositivo non può risolversi in una sterile riproposizione dei risultati delle indagini ispettive né aderire pedissequamente e acriticamente a quanto motivato nel PVC dai verificatori. La mancanza di una adeguata valutazione circa le osservazioni determina l'illegittimità dell'atto impositivo, sotto il profilo della compiutezza e sufficienza della motivazione: l'avviso rappresenta un atto nullo per difetto di motivazione, ovvero per motivazione apparente (Corte di Cassazione, sentenze nn. 26638/2009 e 4624/2008).

All'assenza di valutazione da parte degli uffici delle osservazioni del contribuente è equiparabile il rigetto delle stesse con clausole di mero stile. (C.T.R. Sicilia, sez. Catania, sentenza 335/17/13, depositata il 17.10.2013;