Obbligo di contraddittorio procedimentale

Dato normativo
L’art. 12, comma 7 della Legge n. 212/2000, dispone che “… Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare, entro sessanta giorni, osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza…“.

Contrasto giurispudenziale
Secondo un preciso orientamento l’organo procedente è giuridicamente tenuto a valutare tutti gli elementi probatori acquisiti, sia favorevoli che sfavorevoli al contribuente. Qualora, in particolare, il contribuente presenti una memoria contenente osservazioni e richieste ex art. 12, Legge n. 212/2000, in parziale controdeduzione ai rilievi formulate nel P.V.C. l’Ufficio è tenuto ad un riesame critico del processo verbale di constatazione redatto dall’organo investigativo specificando nell’ambito delle motivazioni dell’atto di accertamento se, ed in quale misura, le doglianze di parte hanno avuto effetti sull’accertamento definitivo, ovvero le ragioni per le quali le stesse sono risultate irrilevanti agli stessi fini.
In sostanza, la parte motiva dell’atto impositivo non può risolversi in una sterile riproposizione dei risultati delle indagini ispettive né aderire pedissequamente e acriticamente a quanto motivato nel PVC dai verificatori. La mancanza di una adeguata valutazione circa le osservazioni determina l’illegittimità dell’atto impositivo, sotto il profilo della compiutezza e sufficienza della motivazione: l’avviso rappresenta un atto nullo per difetto di motivazione, ovvero per motivazione apparente (Corte di Cassazione, sentenze nn. 26638/2009 e 4624/2008).
All’assenza di valutazione da parte degli uffici delle osservazioni del contribuente è equiparabile il rigetto delle stesse con clausole di mero stile. (C.T.R. Sicilia, sez. Catania, sentenza 335/17/13, depositata il 17.10.2013; C.T.P. Milano, sentenza n. 275/03/12; C.T.R. Campania, n. 463/12/12C.T.P. Reggio Emilia, Sez. IV, sent. n. 10/2012; C.T.P. Bari, Sez. IX, sent. n. 35/2011. Con la sentenza 27 giugno 2014, n. 3467, la C.T.R. Lombardia ha annullato un avviso di accertamento non motivato in ordine al mancato accoglimento delle ragioni esposte dal contribuente in sede di memorie difensive al prodromico processo verbale di constatazione, presentate ai sensi del settimo comma dell’art. 12 della Legge n. 212/2000. E’ annullabile l’avviso di accertamento che ometta di valutare, nell’ambito della propria motivazione, le osservazioni formulate ex art. 12 cit. o che contenga una valutazione solo apparente (cfr., ex multis, CTR Lombardia, sent. n. 2508/38/14; CTP Reggio Emilia, sent. n. 10/2012; CTR Palermo, sent. n. 46/2011; CTP Vercelli, sent. n. 55/2009).
A nulla varrebbe prevedere per il contribuente una facoltà di partecipazione e deduzione (art. 12, c. 7, Legge n. 212/2000) se poi l’Amministrazione potesse a suo arbitrio “sbarazzarsi” delle argomentazioni ricevute dall’interessato senza dovere neanche spiegare in che termini e con quali conclusioni l’Ufficio ne ha “tenuto conto nell’elaborazione e stesura” dell’atto impositivo…”. L’ufficio, dunque non può eludere il confronto e quindi svilire il significato di una norma (art. 12, c. 7, Legge n. 212/200) che, “… attribuisce al contribuente la facoltà di instaurare il contraddittorio proprio in una fase precedente all’eventuale emanazione dell’atto quale modalità preventiva di esercizio del proprio diritto di difesa finalizzata a confrontarsi con l’amministrazione anche allo scopo di pervenire ad una maggiore ponderazione degli addebiti mossi in sede di PVC e ritenuti infondati dal contribuente stesso…”. Non avrebbe quindi senso disciplinare una forma di partecipazione del soggetto sottoposto a verifica o …

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