La segnalazione di partita IVA cessata: il dilemma dello spesometro

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 17 ottobre 2017

stanno arrivando in redazione numerosi quesiti in cui ci si chiede come comportarsi nel caso in cui l'esito dell'invio di uno spesometro riporti una segnalazione per avvenuta cessazione di partita IVA da parte del fornitore del contribuente che ha effettuato l’invio: l'operazione sicuramente va attenzionata, ma non implica in sè la perdita della detraibilità dell'IVA o del costo

Abbonamenti a Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateIn quest'ultimo periodo stanno arrivando in redazione numerosi quesiti in cui ci si chiede come comportarsi nel caso in cui l'esito dell'invio di uno "spesometro" riporti una segnalazione per avvenuta cessazione di partita iva da parte del fornitore del contribuente che ha effettuato l’invio.

Il caso è quello del soggetto a cui l'Agenzia delle Entrate ha cessato d'ufficio la partita iva, ma che, non essendone al corrente, ha continuato ignaro ad utilizzare la sua vecchia partita iva, convinto che sia ancora valida, oppure di colui, che dopo la formale cessazione dell’attività, ha continuato ad operare e ad emettere fatture.

I clienti, inconsapevoli di ciò, hanno ovviamente registrato le fatture e, in occasione dell’invio del c.d. “spesometro”, si sono visti restituire la segnalazione di anomalia.

Ci sono state riportate proposte operative a cui difficilmente si può dare credito, prima tra tutte quella di non considerare detraibile l'iva della fattura, e addirittura indeduc