Criticità legate agli avvisi di liquidazione IVA del primo trimestre

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 2 ottobre 2017

proponiamo una riflessione sulle criticità rilevabili sugli avvisi di liquidazione IVA del primo trimestre 2017 che stanno arrivando ai contribuenti che hanno omesso in tutto o in parte i versamenti dell'imposta: in questo approfondimento di 8 pagine analizziamo il nuovo obbligo di comunicazione dei dati, le sanzioni previste, i costi del ravvedimento, i nuovi avvisi bonari anticipati; le nuove modalità di riscossione "anticipata" stanno creando il panico; proviamo a fare il punto sui nuovi obblighi e sulle tempistiche e costi del ravvedimento

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateA decorrere dall’1 gennaio 2017, nell’ambito delle misure di contrasto all’evasione in materia di IVA, il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225, ha introdotto alcuni nuovi adempimenti comunicativi telematici.

Si tratta, in particolare, della comunicazione trimestrale obbligatoria dei dati delle fatture emesse, di quelle ricevute e registrate, e delle relative note di variazione, nonché della comunicazione dei dati di sintesi delle liquidazioni periodiche IVA e degli avvisi di liquidazione IVA che stanno arrivando in questi giorni.

La novella normativa

La norma che disciplina le nuove comunicazioni sulle liquidazioni trimestrali IVA è l’art. 21-bis, D.L. n. 78/2010, il cui comma 5 afferma: “L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente, ovvero del suo intermediario, secondo le modalità previste dall'articolo 1, commi 634 e 635 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le risultanze dell'esame dei dati di cui all'articolo 21 del