Assegnazione agevolata beni ai soci al valore catastale e controlli del Fisco

Pubblicato il 21 settembre 2017

assegnazione agevolata beni ai soci e controlli del Fisco: in linea di principio se la società assegnante determinerà il valore degli immobili oggetto di assegnazione sulla base delle rendite catastali sarà al riparo da possibili accertamenti fiscali; in caso di abbandono del valore catastale potrebbero esplodere contenziosi col Fisco?

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateIn prossimità della scadenza del termine previsto per fruire dell’assegnazione agevolata dei beni ai soci (30 settembre 2017) gli operatori dovranno affrontare il problema della determinazione del valore. Sono possibili due soluzioni con vantaggi e controindicazioni.

In linea di principio se la società assegnante determinerà il valore degli immobili oggetto di assegnazione sulla base delle rendite catastali sarà al riparo da possibili accertamenti fiscali. In alcuni casi potrebbe essere più conveniente scegliere il valore normale determinato ai sensi dell’art. 9 del TUIR, ma un eventuale accertamento potrebbe avere conseguenze anche ai fini delle imposte sui redditi.

Si consideri ad esempio il caso in cui il valore catastale sia pari a 200.000 euro e l’immobile sia iscritto in bilancio per un valore pari a 220.000 euro. In tale ipotesi si realizza una minusvalenza con la conseguenza che non deve essere liquida