Indagini finanziarie e società di persone: i conti dei soci

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 25 agosto 2017

in caso di indagini finanziarie nei confronti di una società di persone in quali casi l'ufficio può legittimamente utilizzare le risultanze di conti correnti bancari intestati ai soci?

bag moneyCon la sentenza n. 14089 del 7 giugno 2017, la Corte di Cassazione, ha confermato che, nel caso di accertamento nei confronti di una società di persone, l'ufficio può legittimamente utilizzare le risultanze di conti correnti bancari intestati ai soci, “purché provi adeguatamente che quei determinati movimenti risultanti sul conto personale dei soci siano in realtà riferibili ad operazioni poste in essere dalla società”.

I principi affermati

Per la Corte, è ben vero che le norme che accordano all'ufficio il potere di richiedere agli istituti di credito notizie dei movimenti sui conti bancari intrattenuti dal contribuente e di presumere la loro inerenza ad operazioni imponibili, ove non si deduca e dimostri che i movimenti medesimi siano stati conteggiati nella dichiarazione annuale o siano ricollegabili ad atti non soggetti a tassazione, “trovano applicazione unicamente ai conti intestati o cointestati al contribuente, e non con riguardo a conti bancari intestati esclusivamente a persone diverse, ancorché legate al contribuente da vincoli familiari o commerciali, salvo che l'ufficio opponga e poi provi in sede giudiziale che l'intestazione a terzi è fittizia o comunque è superata, in relazione alle circostanze del caso concreto, dalla sostanziale imputabilità al contribuente medesimo delle posizioni creditorie e debitorie annotate sui conti (cfr., ex multis, Cass. n. 11145 del 2011)”.

Ed è altresì vero che, con riguardo alle società di persone, la giurisprudenza di legittimità ha avuto modo di affermare che, nel caso di accertamento concernente una società di tale tipo, l'ufficio finanziario può legittimamente utilizzare “ le risultanze di conti correnti bancari intestati ai soci, purché provi adeguatamente che quei determinati movimenti risultanti sul conto personale dei soci siano in realtà riferibili ad operazioni poste in essere dalla società (v. tra le altre Cass. n. 17243 del 2003, n. 11145 del 2011, cit.).

Il Collegio ritiene che nel caso di specie i giudici di merito abbiano fatto rigorosa applicazione dei suddetti principi “e, in esito alla valutazione delle risultanze processuali ad essi spettante, abbiano correttamente ritenuto che i movimenti bancari effettuati sui conti correnti della Banca dell’Etruria e di Poste Italiane intestati ai soci fossero riconducibili alla società verificata”.

Tuttavia, osserva la Corte, la motivazione della sentenza impugnata “non è però immune da vizi logici laddove estende la riconducibilità alla società verificata dei movimenti bancari rilevati nei predetti conti correnti per somme alla medesima non spettanti e, precisamente, per quelle incassate per conto dei proprietari degli alloggi e ai medesimi riversati, nonché delle movimentazioni rilevate sui conti correnti intestati esclusivamente ai soci, diversi da quelli accesi presso