Voluntary Disclosure: prelievi di contanti e reati valutari

la voluntary disclosure sta per entrare nella fase più calda dopo i chiarimenti dell’Agenzia e l’approvazione della Manovra correttiva, puntiamo il mouse sul problema della segnalazione di eventuali operazioni effettuate in violazione delle norme valutarie, in particolare i prelievi di contanti

voluntary-disclosureE’ tempo di meditare e comprendere se avvalersi della voluntary–bis. L’Agenzia delle entrate ha emanato ieri la circolare n. 19/E che dovrebbe aver chiarito i principali dubbi in materia. I contribuenti devono quindi interrogarsi sulla nuova opportunità e soprattutto se dalla stessa possano derivare ulteriori problemi.

Si deve infatti tenere conto che la procedura assicura ai contribuenti un “paracadute fiscale”, ma non consente di stare tranquilli con riferimento agli “illeciti valutari”. Nell’ultimo mese si è avuta notizia che la Guardia di Finanza sta procedendo ad effettuare appositi accertamenti. In particolare, si procede a riscontrare se dalla relazione di accompagnamento della collaborazione volontaria emergono eventuali movimentazioni di denaro contante al seguito da e per l’Italia per importi superiori alla soglia consentita (10.000 euro). Ciò con riferimento sia alla costituzione di disponibilità all’estero, ma anche nell’ipotesi di decremento delle predette disponibilità.

La normativa valutaria non deve essere confusa con quella riguardante il contrasto al riciclaggio di denaro e antiterrorismo. In quest’ultimo caso trova applicazione l’art. 49 del D.Lgs n. 231/2007 che vieta il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore tra soggetti diversi, indipendentemente dalla causa, per importi superiori alla soglia di 2.999,99 euro. Questo è un limite nazionale che si applica unicamente per i trasferimenti di denaro effettuati nel territorio nazionale. Gli altri Paesi europei hanno un diverso limite interno.

Alle disposizioni antiriciclaggio si affianca, ponendosi però su di un piano diverso, la normativa di derivazione comunitaria relativa ai passaggi di capitale oltre le frontiere. La disposizione di riferimento è rappresentata dall’art. 3 del D.Lgs n. 195/2008 in base al quale ogni persona fisica che entra nel territorio nazionale o ne esce e trasporta denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro deve farne dichiarazione all’Agenzia delle Dogane.

La disciplina si applica sia con riferimento ai passaggi comunitari (dall’Italia verso Paesi UE e viceversa), sia a quelli extra UE. Inoltre sono irrilevanti le modalità di trasporto (al seguito) del denaro contante. Pertanto l’obbligo di dichiarazione doganale sussiste sia se il denaro viene portato a mano, ma anche nel bagaglio da stiva, per via aerea, stradale, ferroviaria o marittima. E’ parimenti irrilevante, come specificato con circolare della Guardia di Finanza (n. 83607 del 19 marzo 2012), la circostanza che la persona fisica trasporti denaro altrui, anche laddove si tratti di una persona giuridica.

Le limitazioni del trasporto al seguito riguardano le banconote e le monete metalliche aventi corso legale; i titoli al portatore (certificati di deposito, libretti, etc); gli strumenti negoziabili compresi gli assegni, gli effetti all’ordine ed i mandati di pagamento, emessi al portatore, girati senza restrizioni, a favore di un beneficiario fittizio. Rientrano in tale ambito anche le obbligazioni o le azioni al portatore.

Le restrizioni valutarie non si applicano, invece ai trasferimenti di vaglia postali o cambiari, ovvero di assegni postali, bancari o circolari, tratti o emessi da banche o Poste italiane SpA che rechino l’indicazione del nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

E’ possibile che, dalla documentazione utilizzata per l’adesione alla voluntary–bis (dagli estratti conto), emergano periodicamente ingenti prelevamenti di denaro contante. I prelevamenti non rappresentano la prova dell’effettuazione del trasporto al seguito oltre la soglia di 10.000 euro. E’ necessario però domandarsi se le predette operazioni possano indurre la Guardia di Finanza a sospettare la violazione delle disposizioni valutarie in commento.

19 giugno 2017

Nicola Forte

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