Studi di settore: accertamento sempre motivato

di Davide Di Giacomo

Pubblicato il 14 giugno 2017

in caso di accertamento da studi di settore, la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi con il semplice scostamento dai parametri ma devono emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata su tali parametri

Processo_TributarioIn tema di parametri o studi di settore la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi solo con lo scostamento dai parametri ma devono emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata su tali parametri.

Quanto sopra è contenuto nella recente sent. n. 8033/2017 della Corte di Cassazione da cui emerge che la motivazione deve tener conto delle deduzioni fornite dal contribuente e da quanto emerso in sede di contraddittorio.

Si evidenzia preliminarmente che l’art. 42 del Dpr n. 600/1973 stabilisce al secondo comma che l’avviso di accertamento deve recare l’indicazione di precisi elementi quali l’imponibile, le aliquote applicate, delle ritenute d’acconto e dei crediti d’imposta e “deve essere motivato in relazione ai presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo hanno determinato”. L’accertamento, pertanto, è nullo se non reca la sottoscrizione, le indicazione e la motivazione.

Prima di entrare nello specifico del caso prospettato, si ritiene opportuno tracciare la posizione recente della giurisprudenza sul tema del contraddittorio e della motivazione dell’accerta