La tassazione degli affitti turistici mediante portali online

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 27 giugno 2017

i redditi da affitti turistici brevi sono redditi da locazione o redditi diversi? Come si applica la ritenuta prevista dalla Manovra di primavera? Analizziamo alcuni dei temi più caldi della fiscalità estiva

Commercialista_Telematico_Post_1200x1200px_Manovra_CorrettivaNel settore degli affitti turistici, con la recente Manovrina di Primavera (DL 50/17 convertito nella Legge 96/2017) è stato stabilito che le piattaforme online, che si occupano di affitti turistici, fungano da sostituti di imposta.

Nella manovrina si stabilisce infatti una stretta sugli affitti brevi, ovvero quelli di durata inferiore ai 30 giorni, stabilendo, da un lato, la possibilità di pagare la cedolare secca al 21% anche per questo tipo di locazioni e dall’altro che l’imposta venga direttamente riscossa, con ritenuta alla fonte, da parte degli intermediari, anche quando questi operino attraverso portali online.

In altre parole le piattaforme telematiche attraverso cui avviene lo “scambio” diventano sostituti d’imposta e, al momento del pagamento, trattengono l’importo relativo alla cedolare secca, che dunque viene sottratto automaticamente dalla cifra che riceverà l’host.

Infine sarà sempre il portale a dover versare la somma dovuta all’erario. E sempre l’intermediario dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate i contratti conclusi e rilasciare annualmente a chi affitta la certificazione unica (Cu) contenente gli importi percepiti e le ritenute effettuate.

L'eventuale violazione di tali regole comporterà del resto delle sanzioni, per l’intermediario, pari a 2.000 euro.

Le regole valide per i portali web dovranno peraltro essere applicate anche dagli intermediari, come le agenzie immobiliari, obbligati sia a segnalare i contratti conclusi che ad effettuare la ritenuta d’acconto sugli importi ricevuti.

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